“Весна”. La “Primavera” di Nemtsov

meliinfiore

Per ora solo nella lingua originale, in russo, l’ultima intervista nel programma “Eco di Mosca”di Boris Nemtsov registrata due ore prima della sua morte:

http://112.ua/mir/obnarodovano-poslednee-intervyu-nemcova-za-paru-chasov-do-ego-ubiystva-197002.html

La marcia dell’opposizione “Vesnà” che egli stava organizzando per il primo marzo ne occupa gran parte. Il nome della manifestazione rimanda direttamente alla primavera dello scorso anno, quando Putin procedette alla annessione della Crimea, rompendo l’accordo internazionale del 1994, il memorandum di Budapest, con il quale la Russia si era impegnata a garantire l’integrità territoriale dell’Ucraina.

Da quell’aggressione, così Nemtsov definisce l’annessione, è derivata la grave crisi economica che sta pesando sulla vita del popolo russo.

La conversazione tocca, oltre il tema economico di un budget  statale assorbito dalle spese per la guerra,  altri temi “caldi” come quello della censura, della repressione, della corruzione, del “patriottismo” russo. La situazione cui Putin ha condotto la Russia, a suo avviso, è di una “totale catastrofe“.

Che Putin non amasse Boris Nemtsov si spiega bene.

In epoca sovietica si ripeteva la frase famosa “nessuna persona, nessun problema”, per dire che eliminare un oppositore, di qualunque tipo, è un modo definitivo di risolvere il problema.

Quanti Russi la pensano ancora così?

 

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