24 agosto 1991 – 24 agosto 2014

indipendenza

Il 24 agosto del 1991, esattamente 23 anni fa, la Rada, il Parlamento ucraino, dichiarò l’indipendenza dell’Ucraina dall’Unione Sovietica. Il 1° dicembre si svolse un referendum che approvò con oltre il 90% dei voti a favore l’indipendenza da Mosca. L’ucraino divenne la lingua ufficiale dello Stato, mentre un posto particolare fu riservato al russo. La cittadinanza ucraina fu riconosciuta a tutti i suoi abitanti, cancellando la distinzione tra nazionalità e cittadinanza e superando, quindi, in tale modo il problema delle nazionalità estremamente complesso sotto l’Unione sovietica. L’Unione sovietica cessò di esistere nel dicembre di quello stesso anno.

L’Ucraina festeggia il ventitreesimo anniversario della nascita della Repubblica in una situazione che non avrebbe allora mai potuto immaginare, quella della invasione della Crimea e della guerra nelle sue regioni orientali ad opera della Russia, da sempre considerata paese fratello.

722 soldati morti, ad oggi; un numero considerevole di vittime civili; l’economia delle zone più ricche del Paese bloccata; strutture pubbliche, vie di comunicazioni, ponti, ferrovie minati o fatti saltare; città bersagliate da mezzi di artiglieria pesante operanti all’interno della zone in cui si combatte e direttamente dal territorio russo, forse anche con uso di armi chimiche vietate dai trattati internazionali, ad opera di una organizzazione separatista, terrorista secondo Kiev, formata in gran parte da uomini provenienti da fuori dell’Ucraina, militari  e mercenari russi e ceceni, soprattutto.

L’Europa di fronte a quanto sta avvenendo dimostra “la sua cecità morale e la sua insensibilità – sono parole di Zigmunt Bauman, uno dei più importanti filosofi attuali -, non riconosce nella propaganda di oggi quella di Goebbels, ha dimenticato la storia che ha già vissuto, come se nomi come “annessione dei  Sudeti”, o addirittura “Hitler”, non la mettessero in allarme, non più del timore di perdere commesse industriali e mercati.

Ha scritto Leonidas Donskis, membro del Parlamento Europeo, studioso impegnato e analista politico, che di fronte a questo déjà vu “possiamo dire addio alla santa ingenuità della visione di Francis Fukuyama della fine della storia. Piuttosto dobbiamo dire: “Ben tornati al 20° secolo!” (http://ukrainianweek.com/Columns/50/116905)

 

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