26 aprile 1986: Chernobyl

Chernobyl - The Aftermath

La centrale atomica era stata costruita a Pripyat, a 18 km. da Chernoby, a 16 km dal confine con la Bielorussia e a 110 km da Kiev. Era per potenza la quarta centrale nucleare dell’Unione sovietica. In conseguenza dello scoppio avvenuto alle ore 1.23 del 26 aprile la quantità di radioattività rilasciata fu pari a quella prodotta da 500 bombe atomiche come quella sganciata su Hiroshima nel 1945. Le sostanze depositate al suolo hanno tempi di dimezzamento che vanno da pochi a decine di migliaia di anni.

La gravità delle conseguenze sulla salute degli Ucraini, dei Bielorussi, dei Russi e delle popolazioni di tutte le parti del mondo sulle quali i venti spinsero le nubi radioattive non sono note con precisione. I dati presentati dagli specialisti nei due convegni mondiali sul tema non sono mai stati resi pubblici, poiché un trattato sottoscritto dopo la II guerra mondiale prevede la segretazione di questo tipo di notizie. D’altra parte non fu da subito monitorata tutta la popolazione delle zone più colpite.

La prima comunicazione ufficiale fu data per televisione solo il 28 aprile e le celebrazioni per la festa del 1° Maggio si svolsero all’aperto come di consueto.

Furono evacuati più di 115.ooo persone che vivevano nel raggio di 30 km. dalla centrale. Furono mobilizzati per “liquidare” le conseguenze dell’incidente più di 600.000 persone, provenienti dall’intera Unione.

La centrale fu chiusa il 15 dicembre del 2000. L’anno scorso hanno avuto inizio i lavori per costruire il nuovo sarcofago che sostituirà quello costruito durante l’emergenza, deterioratosi in breve tempo. Il Parlamento ucraino ha stabilito un programma per la messa in sicurezza dell’area che prevede di concludere nel 2065. L’impegno a finanziare la costruzione del nuovo sarcofago è stato preso da vari Paesi. Le difficoltà tecniche e i ritardi nella raccolta dei fondi da parte dei vari Paesi del mondo che si sono impegnati a finanziare l’opera – negli ultimi 7 anni il costo previsto è aumentato da 480 milioni di dollari a 2 miliardi di euro – rendono però concretamente difficile  pensare che tale data sarà rispettata.

A parte i danni alla salute della sua popolazione, soprattutto a quella dei bambini, danni che includono alterazioni genetiche, l’Ucraina ha “perso” con l’incidente atomico di Chernobyl una ampia zona del suo territorio, una zona produttiva e culturalmente importante, ed ha per anni dovuto riservare tra l’8 e il 10% del suo bilancio annuo agli interventi conseguenti all’incidente.

Foto di Igor Kostin

Tra i servizi italiani recenti 
http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Chernobyl-28-anni-dopo-il-video-b3fa7060-889c-4907-9ae1-16e369cde8df.html

Dei convegni mondiali,con interviste agli scienziati, si parla nella puntata di “Report” del 2009 dal titolo “L’inganno”  www.rai.tv/…/ContentItem-17f2ebfb-98a5-428f-8df2-…

29/mar/2009

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