“Dubito, ergo sum…”

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Parte prima.

Il “referendum” nelle due regioni dell’Est, di Donetsk e di Lugansk, è stato fatto. Secondo i dati forniti dagli organizzatori, un plebiscito.

Può essere interessante, però, ascoltare una conversazione intercettata tra Mosca e un leader dei separatisti  di Donetsk.

Il separatista dice che il referendum non si può fare l’11, che l’organizzazione non è pronta. La risposta dall’altra parte è che il “referendum” non va assolutamente spostato, che scrivano loro il risultato, il 99% magari, no, meglio l’89% a favore della Repubblica di Donetsk. La registrazione l’ha fatta ascoltare il telegiornale di podrobnosti.ua.

Parte seconda.

A Mariupol alcuni giornalisti hanno voluto verificare quanti sono stati i votanti nei 4 seggi della città. Sul numero totale degli elettori – 345.000 – a votare si sono recati in media in ciascuno dei 4 seggi solo 3.000 persone. Ad arrotondare per eccesso hanno dunque voltato 15.000 persone, ovvero il 4% degli aventi diritto.

Parte terza.

1) L’Unione Europea e gli Stati Uniti avevano già in precedenza dichiarato di considerare illegali questi referendum, dei quali conseguentemente ora dichiara di non riconoscere il risultato. 2) Il presidente della auto-proclamatasi “Repubblica popolare di Donetsk” ha chiesto di unirsi alla Federazione Russa.

Conclusione:  E ora?

fonti: http://podrobnosti.ua/podrobnosti/2014/05/11/975388.html

          http://podrobnosti.ua/podrobnosti/2014/05/12/975647.html

          http://podrobnosti.ua/society/2014/04/28/973433.html

http://podrobnosti.ua/accidents/2014/05/12/975613.html

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