Tra giornalisti e “sparatori”

StrelkovDi quello che avviene in Ucraina da almeno un paio di settimane si è parlato poco. Poco o niente nei tg, di tutte le reti, poco o niente nei giornali di maggiore diffusione. Quando lo si è fatto, alla notizia dei combattimenti nelle regioni orientali del  Paese si è fatto seguire quasi sempre una dichiarazione di Putin. E’ come se, nei fatti, i giornalisti non riconoscessero l’Ucraina come paese indipendente dalla Federazione Russa. A Kiev la guerra non c’è, non è pericoloso andarci per intervistare il presidente o i ministri o i politici più o meno in vista. Eppure no, non importa sapere da loro, si va a sentire che cosa dice Putin. E Putin parla, come se lui con quello che sta succedendo nell’Ucraina Orientale non c’entrasse niente.

L’Occidente, e non solo l’Occidente, è tutto contro l’invasione russa della Crimea, contro la presenza, che c’è già ed è innegabile, di  sabotatori e di uomini armati russi nella auto-proclamatasi Repubblica di Donetsk, a Lugansk, a Slaviansk, a Kramatorsk, dovunque si combatte.  La Nato controlla le manovre dell’esercito russo concentrato alla frontiera ucraina e a quella dei Paesi Baltici e verifica che le dichiarazioni di Putin di aver allontanato l’esercito non corrispondono alla verità, sono solo propaganda. E chiede a Putin di rispettare gli accordi di Ginevra, di smetterla di destabilizzare l’Ucraina. Minaccia e adotta sanzioni economiche, che, però, a quanto pare, su Putin non fanno nessun effetto. Ma i giornalisti italiani non riferiscono di questo, non riportano le parole di Barroso, o della Merkel, o di Obama.

Strana questa sudditanza a Mosca. Non che sia preferibile quella all’America. Magari si potrebbe chiedere un giornalismo indipendente, ma evidentemente è chiedere troppo. Eppure qualche dubbio lo farebbero venire alcuni fatti non contraddetti nemmeno dei russi. Ad esempio che il capo della auto-proclamatasi repubblica di Donetsk è un personaggio noto con il nome di “Strelkov” -“strelok” vuol dire “sparatore”-, in realtà Igor Ghirkin, incriminato dalla giustizia ucraina di atti di terrorismo e per aver svolto e per continuare a svolgere azione di costituzione di gruppi armati – è di questi ultimi giorni il suo appello alle donne della regione perché si arruolino loro, visto che gli uomini sono “deboli”- (Strelkov è il primo a destra nella foto).

Notizia: “Nell’ambito di una operazione antiterrorismo il Consiglio di sicurezza ucraino ha appurato il nome e il cognome dell’ufficiale delle forze speciali presso il Comando superiore delle Forze armate della Federazione russa che agisce in Ucraina sotto il nome di Igor Strelkov. Si tratta di un cittadino della Federazione Russa, Igor Vsevolodovich Ghirkin, nato il 17 dicembre 1970, a Mosca. Ha vissuto in Ucraina con passaporto russo. L’ultima volta è entrato legalmente in Ucraina il 26 febbraio 2014, con un volo Mosca- Simferopoli. Nella notte tra il 26 e il 27 febbraio c’è stato l’assalto al Parlamento della Repubblica autonoma di Crimea, che ha segnato l’inizio dell’annessione alla Russia della penisola. Inoltre il gruppo di “Strelkov” ha partecipato al sequestro dei rappresentanti dell’Osce, come dimostrano delle registrazioni telefoniche. E’ accertata anche la sua partecipazione all‘assassinio del deputato di Gorlovka, Vladimir Rybak“.

fonte: http://112.ua/obshchestvo/sbu-ustanovila-realnoe-imya-oficera-gru-rf-strelka-55018.html

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