A chi credere?

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Per il Consiglio di Stato americano l’accusa di discriminazione nei confronti della lingua russa, è una delle 10 menzogne di Putin sull’Ucraina.

Ecco alcune delle bugie contenute nell’elenco, seguita dalla principale delle contestazioni a ciascuna di esse contenute nello stesso documento:

– non ci sono agenti russi in Ucraina. Peccato che gli agenti russi non sappiano di “non esserci”, visto che si lasciano fotografare mentre addestrano gruppi militari, combattono, sfilano sui tank con le bandiere russe, ecc. ;

– le dimostrazioni filorusse sono state organizzate esclusivamente e spontaneamente da abitanti locali.  La ricerca di “volontari” a pagamento è tranquillamente messa in internet, così come sempre in internet ci sono molte testimonianze di persone che dichiarano di essere pagate appositamente per manifestare e creare disordini.

– i filorussi godono di ampio sostegno tra la popolazione. Da uno studio condotto a fine marzo dall’Istituto di ricerche sociale e di analisi politica di Donetsk il 65 % degli abitanti vuole vivere nell’Ucraina unita e rifiuta l’unione con la Russia.

– si sta arrivando alla guerra civile. L’Osce, organizzazione delle Nazioni Unite che monitora la situazione, afferma che si tratta di scontri intensi, ma localizzati.

– gli ucraini etnicamente russi sono in situazione di pericolo. La ricerca dell’Istituto repubblicano internazionale ha accertato che il 74% della popolazione russa nelle regioni orientali e meridionali ha dichiarato di non subire alcuna pressione a causa della propria lingua, al contrario di quanto, secondo l’Osce, avviene in Crimea nei confronti degli ucraini, dei tatari e delle altre minoranze.

– il Parlamento ucraino è composto da fascisti. Eppure è lo stesso parlamento che c’era prima di febbraio, e di cui fa parte anche il partito di Yanukovich, appoggiato da Mosca. Non solo: nell’attuale parlamento ucraino gli ebrei sono rappresentati in proporzione maggiore di quanto non lo siano percentualmente sul totale della popolazione.

fontehttp://112.ua/obshchestvo/gosdepartament-ssha-opublikoval-10-lozhnyh-zayavleniy-rossii-ob-ukraine-48906.html

Sulla questione della discriminazione della lingua russa, all’interno di un lungo articolo di politica internazionale dai toni e dai contenuti che richiamano alla memoria il pieno della “guerra fredda”, è intervenuta Rossana Rossanda,  affermando tra l’altro:

“LEuropa e la Nato non hanno mancato di appoggiare le politiche di Kiev, e poi l’insurrezione contro il presidente Yanukovich assai corrotto, costretto a tagliare la corda in Russia. Ma la zona orientale non lo rimpiange certo: non tollera il governo di Kiev e la sua complicità con la Nato, ma non perché abbia nostalgia di questo personaggio. Si è rivoltata contro la politica passata e recente di Kiev che ha tentato perfino di impedire l’uso della lingua russa, usata dalla maggioranza della popolazione all’est”.

Alla Rossanda ha risposto un Domenico, con un commento che condividiamo:

“domenico

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