Ai Polacchi

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Mentre il rublo precipita e la Russia è nel panico, spostiamo lo sguardo ad altro.

Ad un passaggio del discorso che il presidente ucraino Petro Poroshenko ha pronunciato dinanzi al Parlamento polacco, ricordando che la storia dei due popoli ha visto molte pagine tragiche:

“Noi abbiamo vissuto assieme in grandi imperi che sono scomparsi, lasciandoci in eredità delle incomprensioni. Ci sono state nella nostra storia vittorie comuni. Ma ci sono stati anche avvenimenti che non si vorrebbe neanche ricordare… Ora, ci ispiriamo ai pensieri dei rappresentanti delle nostre chiese, i quali sulle storie tragiche per entrambi della Seconda Guerra mondiale e dei primi anni ad essa successivi ci spingono a dire con grande saggezza: Perdoniamo e chiediamo perdono“.

Poroshenko ha anche ricordato le parole di Giovanni Paolo II, il quale alla vigilia del 60° anniversario della tragedia della Volinia, regione occidentale dell’Ucraina, nella quale negli anni ’43-’44 Polacchi e Ucraini si massacrarono a vicenda, spinti gli uni contro gli altri dalla propaganda nazista e sovietica, disse: “Se Dio ci ha perdonati in Cristo, allora è necessario anche per le persone di fede perdonarsi scambievolmente le offese”.

Ed ha concluso “Dobbiamo impegnare tutte le nostre forze per creare i presupposti per una pacificazione di lunga durata e per la vicinanza dei nostri popoli“.

Meglio consolarsi con queste parole di pace, che vogliono contribuire a sanare ferite profonde nella storia dei due popoli.

Tutto attorno si alzano minacciosi venti di guerra…

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2014/12/17/7052372/

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