Attenzione, pericolo!

 confini 5

Lo storico russo Andrej Zubov in una intervista al sito ucraino gordonua.com prende in considerazione quale fattore destabilizzante per i Paesi dell’ex-Unione Sovietica rappresenti la dichiarazione che il passaggio della Crimea all’Ucraina fu un atto “illegale”. E’ una analisi, condivisa da altri storici, che, tra l’altro spiega il recente avvicinamento del Kazakhstan e della Bielorussia all’Ucraina.

Nota Zubov che la decisione di dare la Crimea all’Ucraina fu presa in un altro Stato, l’Unione Sovietica, con il quale la Federazione Russa attuale ha un rapporto di continuità. Ma, per la stessa ragione per la quale, se una persona trasferisce la sua proprietà alla moglie, il figlio non può sostenere poi che quell’atto non è valido e che quella proprietà appartiene a lui, così lo Stato “figlio” non può dichiarare illegittimo un atto del suo predecessore, se non riconoscendo l’infermità mentale di chi lo sottoscrisse. Ma poiché nel 1954 l’Urss e Khrushchev che la rappresentava non erano incapaci di intendere e di volere, affermare l’illegittimità della decisione di allora dal punto di vista giuridico è assolutamente privo di fondamento.

Nell’Unione Sovietica ci furono molti accordi tra le Repubbliche relativamente a territori che furono spostati dall’una all’altra e nuove Repubbliche furono create di sana pianta. Ad esempio, il Kazakhstan e la Kirghisistan furono costituiti da territori della Federazione Russa, il Tagikistan da territori dell’Uzbekistan. Dalla Russia passarono alla Bielorussia nel 1929 i governatorati di Vitebsk e di Mogilev; la Karelia, indipendente, fu unita alla Repubblica Sovietica Karelo-Finnica e poi inclusa nella Russia.

Se si considerano “illegali” le decisioni dell’Unione Sovietica relative ai territori, tutti quei passaggi, non solo quello relativo alla Crimea, possono essere dichiarati non validi. E si potrebbe non considerare legale nemmeno la costituzione dell’Unione Sovietica nel 1922.

Tutto ciò porterebbe al caos più totale. Il precedente della Crimea può essere considerato, dunque, un pericolo per l’esistenza stessa di molti Stati. La conclusione di Zubov è che “Questo precedente può portare alla guerra nei territori dell’area post-sovietica. Non solo tra l’Ucraina e la Russia, ma praticamente su tutto il perimetro della attuale Federazione Russa.”

Aggiungiamo per completezza un fatto che di solito non viene ricordato, e cioè che il passaggio della Crimea all’Ucraina non fu un “regalo”, non solo perché fu motivato da ragioni pratiche – la Crimea era un territorio povero, non autosufficiente economicamente, come dimostra d’altra parte la sua situazione attuale -, ma anche perché in cambio l’Ucraina cedette alla Russia dei propri territori di confine, tra cui una parte della ricca regione agricola del Kuban.

Da ricordare pure che, non a caso, Nazarbayev, il presidente kazako, non ha preso affatto bene la frase di Putin in cui questi ha definito il Kazakhstan un Paese che non è mai esistito.

http://podrobnosti.ua/opinion/2014/12/25/1008812.html

 

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