Auguri!

anno6

Per gli auguri agli Ucraini e ai Russi due note diverse tra loro.

Una sembra marginale: in esecuzione del decreto presidenziale del maggio 2015 contro l’esaltazione del comunismo e del nazismo, in Ucraina si procede al cambio dei nomi di strade, piazze e perfino città legate al comunismo. Impresa enorme, vista la tradizione, d’altra parte diffusa ovunque, di celebrare personaggi resisi utili al potere nelle sfere più varie durante i settant’anni di regime sovietico.

Se i busti o i monumenti giganteschi di Lenin sono stati quasi ovunque eliminati, resta più problematico sostituire i nomi delle città. I casi più interessanti sono quelli di Dnepropetrovsk, la terza città per numero di abitanti del Paese, città chiave dell’industria missilistica e aereospaziale dell’Ucraina sovietica, tanto da essere una “città chiusa”, che deve il suo nome al dato geografico – sorge sulle rive del fiume Dnieper – e alla celebrazione di Grigoriy Petrovskiy, importante rivoluzionario ucraino, firmatario dell’atto di costituzione dell’Unione Sovietica, incaricato della collettivizzazione delle terre agricole nel suo Paese, uno dei grandi esecutori di Stalin. Personaggio, quindi, oggi, a seguito della conoscenza del genocidio dei contadini ucraini risultato di quella collettivizzazione, particolarmente odiato. Caso simile quello di Kirovograd, città – “grad”- dedicata a Sergey Kirov, anch’egli un rivoluzionario e membro del Partito, il cui assassinio voluto da Stalin nel 1934, fu pretesto per dare il via alla grande epurazione del Partito.

La storia dei nomi delle città delle “terre russe” è interessante ed originale rispetto a quella delle città italiane, pochissime delle quali hanno nomi recenti – forse solo Latina, la fascista Littoria -. Dnepropetrovsk e Kirovograd assunsero questi nomi dopo la Rivoluzione, quando i nomi precedenti, rispettivamente Ekaterinoslav e Elizavetgrad cui furono dedicate nel Settecento in onore delle due zarine Caterina la Grande ed Elisabetta, l’una nel 1787, l’altra nel 1752, furono spazzati via. La prima assunse il nome di Dnepropetrovsk nel 1926, mentre alla seconda fu allora dato il nome di Zinovievsk, in onore Zinoviev, un importante bolscevico, nome che rimase fino al 1934.

Regime che cambia, nome che varia. Auguriamoci che i nomi nuovi, sui quali ovviamente si è acceso un vivace dibattito – non è immediato per i cittadini di una città cambiare la propria definizione – Petrovsk per Dnepropetrovsk, in onore di San Pietro, Inhulsk, dal nome del fiume Inhul che la bagna per Kirovograd – durino a lungo in un Paese senza rivolgimenti traumatici.

Per la Russia la notizia con cui inizia l’anno la traiamo dal commento di Anna Zafesova su “La Stampa”. Tra i cinque avvenimenti dell’anno appena passato, più importanti per il futuro mondiale la giornalista cita la crisi economica russa e le conseguenze interne che essa può avere. Anche se Putin è ancora forte di un consenso altissimo, questo può essere minato dal crollo del rublo e dal peggioramento delle condizioni di vita della popolazione. Qualche segno di malcontento lo si vede, come lo sciopero dei camionisti a lunga percorrenza, di cui abbiamo parlato più volte, e il fatto, interessante, che un documento sulla corruzione al vertice del governo nel sito dell’oppositore Navalniy ha avuto 5 milioni di visitatori in pochi giorni.

E dunque, Auguri agli Ucraini e ai Russi! Che consolidino il cammino verso una vera democrazia, i primi! Che lo comincino, i secondi!

http://112.ua/obshchestvo/v-dnepropetrovske-gorsovet-reshil-ostavit-gorodu-staroe-nazvanie-v-chest-svyatogo-petra-282164.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Kirovohrad

https://en.wikipedia.org/wiki/Dnipropetrovsk

http://www.lastampa.it/2015/12/30/esteri/le-storie-dimenticate-del-che-potrebbero-cambiare-il-futuro-t8klV1vTMyB7F921sdydfJ/pagina.html

 

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