Boris Nemtsov, “Crimea senza Putin!!!”

 

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Traduzione dell’articolo del politico russo di opposizione Boris Nemtsov apparso nel suo blog su “Ekho Moskvy” del 5 giugno

In autunno inizieranno a gridare “Crimea senza Putin!!!”  

Putin ha deciso di continuare la guerra fino alla vittoria. Fino a che  non ci uccideremo gli uni con gli altri. Finchè tutti i nemici non saranno sgominati. Solo che la vittoria non ci sarà.

Putin ha enormi risorse per rinfocolare la guerra con le forniture di armamenti, con l’invio di “volontari”, con la propaganda martellante. Lo sta facendo e continuerà a farlo. Una forte Ucraina europea con una economia fiorente  per lui sono come un coltello nel cuore. Sarebbe l’esempio per i Russi che è possibile costruire uno Stato in un altro modo, non solo sulla base della menzogna, sul controllo poliziesco e sul furto.

Poroshenko ha un esercito debole e un sostegno basso nel Donbass e a Lugansk. La prosecuzione della guerra approfondisce solo il confronto tra Donetsk e Kiev. E diminuisce la possibilità di conservare Donettsk e Lugansk nell’ambito dell’Ucraina.  E’ probabile che Poroshenko lo capisca, visto che si è detto pronto alle trattative. Ma c’è il no di Putin.

Lui crede che a prezzo della vita di migliaia di russi, ucraini, ceceni gli riuscirà di smembrare l’Ucraina. Di indebolirla, di stabilire il proprio controllo sul Sud e sul Sud-Est e creare uno Stato marionetta di Novorossiya, comprendente non solo Donetsk e Lugansk, ma anche Kherson, Zaporozhe, Nikolaev e Odessa.  Ma i sogni di Putin non si avvereranno.

Oltre i confini di Donetsk e Lugansk il suo sostegno cade sensibilmente e con la prosecuzione della guerra cadrà ancora di più. Cosicché lui può solo contare sulle regioni di Donbass e Lugansk che hanno bisogno di dotazioni e si trovano in una gravissima crisi economica. Che bisogna sollevare spendendo enormi quantità di denaro. Ma per il Donbass Putin non ha soldi. Già per la Crimea non bastano.

E poi Putin ha anche altri problemi, che lo spingeranno alle trattative. Sono la Crimea, il gas e le sanzioni.

Crimea. Il canale Nord-Crimeano non è in funzione. Sono ormai perse le semine si riso in Crimea, 160 mila persone sono rimaste senza lavoro. L’economia agricola della Crimea viveva dell’acqua di quel canale. E’ distrutta. La stagione turistica è persa. In Crimea andavano in vacanza 6 milioni di persone all’anno. Di queste 4 milioni erano ucraini e solo 1 milione russi. Gli ucraini non ci andranno, i russi non saranno contenti di andare in vacanza senza acqua ed elettricità.  Ed andarci in traghetto attraverso lo stretto di Kerch, aspettando 5 giorni ogni volta, non entusiasma tutti. Ma l’importante non è questo. Tutta l’economia della Crimea dipendeva dai turisti. Questa era la fonte di guadagno dei Crimeani. Resteranno senza mezzi di sussistenza. E in autunno inizieranno a gridare “Per la Crimea senza Putin!!!” Le proteste anti-Putin della Crimea segneranno la fine del mito della “Crimea nostra”, amaro disincanto e veloce caduta del rating “del leader nazionale”. E la censura non lo aiuterà. Tutti, tutti lo sapranno.

Il gas. La prospettiva dell’interruzione delle forniture in Europa non rallegra Putin. Senza trattative con Kiev l’interruzione delle forniture è garantita. La perdita del mercato europeo per Gazprom colpisce la base dell’esistenza del putinismo. Per cui tocca mettersi d’accordo. E per Putin queste trattative sono più importanti che per Poroshenko.

Sanzioni. La bravata dei cleptocrati caduti sotto le sanzioni di Putin è finta. Tutto ciò per loro è davvero spiacevole. Loro sono come gli occupanti: ci arricchiamo in Russia, ma viviamo in Occidente. E mandiamo lì i figli. La prosecuzione della guerra, l’assenza di trattative avvicina la terza ondata di sanzioni contro i depositi bancari dei putiniani e di Gazprom. Questo comporta una profonda inevitabile crisi in Russia.

E così ai signori Putin e Poroshenko conviene sedersi al tavolo delle trattative e mettersi d’accordo. Ogni giorno di ritardo vuol dire decine di morti e feriti. E li hanno sulla loro coscienza.”

fonte: http://podrobnosti.ua/opinion/2014/06/05/979151.html

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