L’orologio della storia

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Chiedere alla Russia di essere un Paese “normale” ha un senso? Oppure per la Russia, che non è mai stata una nazione, questo non è ancora possibile? Il quesito è storicamente interessante: nell’Ottocento si è affermata l’idea degli Stati nazionali, alcuni già esistenti, altri in via di formazione. Con la Prima Guerra mondiale si sono dissolti i due grandi raggruppamenti plurinazionali, l’impero austro-ungarico e l’impero turco, che hanno dato origine a degli Stati nazionali, mentre il terzo, l’impero zarista, ha vissuto solo un processo di trasformazione interna, violentissimo, con la Rivoluzione russa.

Dall’impero zarista non sono sorti degli Stati nazionali, ma l‘Unione Sovietica, ufficialmente formata da più Stati, ma talmente dipendenti da Mosca – politicamente, economicamente, culturalmente, nonostante qualche tentativo di concessione di vera autonomia, subito rientrato – da essere ancora all’interno di un “impero”. L’uso della stessa lingua, il russo, e il divieto o la discriminazione rispetto alle lingue nazionali, la centralità culturale di San Pietroburgo e Mosca, verso cui venivano risucchiate tutte le élites culturali, il decisionismo economico centrale e il sistema di interdipendenza economica tra le repubbliche, lo spostamento forzato o volontario dei singoli e dei popoli, tutto ha fatto del mondo sovietico un unico unitario. Quando si indicava quel mondo – una realtà geograficamente estesissima, più di mezza Europa e più di mezza Asia, con il nome di Russia, si era imprecisi, certamente, ma si coglieva comunque nel vero: il centro di tutto era uno solo, Mosca.

La Russia, che non è mai stata una nazione, fa fatica ad ammettere che lo siano delle “sue” parti, terre e popoli che considera come “propri”. E’ l’idea della grande madre Russia, che però non è mai stata madre – la vera madre della civiltà delle terre russe è stata Kiev, l’Ucraina -, e che ha avuto  sempre un rapporto più di tipo colonialista che “materno”.

Le riflessioni del presidente polacco, Bronislav Komorovskiy, e di quello georgiano, Georgiy Margvelashvili, intervenuti al Convegno GLOBSEC a Bratislava, ruotano attorno al problema del rapporto tra Mosca, la Russia, e i Paesi un tempo facenti parte dell’ “impero”.  Komorovskiy si è detto certo che Putin si chieda  ogni notte in sogno come sia potuto accadere la dissoluzione dell’Unione Sovietica e come si possa far tornare indietro l’orologio della storia,  una “fissazione” non solo di Putin, ma, a suo avviso, di molti Russi che considerano un avvenimento negativo la fine dell’Unione Sovietica. Ha anche aggiunto che, “se il fatto che la Polonia o la Lettonia guardino all’Occidente è stato accettabile per la Russia, tutt’altra questione è che sia l’Ucraina a rivendicare il diritto di fare una propria scelta. Il successo dell’Ucraina sarebbe un segnale molto significativo”.

Da parte sua il presidente georgiano Georgiy Margvelashvili  ha affermato che la Russia guarda ai paesi vicini al suo territorio come se fossero dei “suoi” paesi, nei quali ritene di avere il diritto di intervento militare. Questo non solo impedisce la soluzione del problema ucraino, ma costituisce una minaccia al futuro degli altri Paesi e danneggia la Russia stessa. “La metà dell’Europa è vicina della Russia. Fino ad ora gli esempi hanno dimostrato che se in questi Paesi sorge un qualche problema, una qualche difficoltà, una possibilità di destabilizzazione interna o esterna, la Russia reagisce per prima. Cosicché, se noi vogliamo parlare in prospettiva, nel caso di una difficoltà in qualunque Paese confinante con la Russia, possiamo già prevedere che questo si trasformerà in un grande problema”.

Una aggiunta: i deputati della Duma del partito “Russia unita” hanno indirizzato una lettera al procuratore generale russo chiedendo di verificare la legittimità della dichiarazione dell’indipendenza della Lettonia, dell’Estonia e della Lituania, nel 1991… 

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2015/06/21/7071939/

http://podrobnosti.ua/2042029-rossija-schitaet-sosednie-strany-svoej-sobstvennostju-prezident-gruzii.html

http://ru.delfi.lt/news/politics/deputaty-gosdumy-rf-usomnilis-v-legitimnosti-priznaniya-nezavisimosti-stran-baltii.d?id=68269464

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