Chernobyl 2

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Qualche altra notizia sul tema.

Leggiamo che la polizia ucraina alcuni giorni fa ha arrestato un uomo che tentava di portar  fuori dalla “zona” più di 100 kg. di metallo radioattivo. Notizia di cronaca che fa riflettere su quanto materiale di ogni genere, nell’arco di questi 30 anni, sia stato illegalmente fatto uscire dalla zona contaminata, in cui gli edifici, pubblici e privati, si sono progressivamente svuotati di tutto quanto era possibile sottrarre. Tutto materiale radioattivo, così come gli animali cacciati dai bracconieri e immessi sul mercato. I controlli ci sono, ma la zona è ampia…

Ricordate il “sarcofago”, quell’enorme coperchio costruito per coprire il reattore n. 4?  Parentesi: strana la scelta del nome, che fa pensare – diversamente da quello in russo, meno fantasioso, di “riparo”, “protezione” -, ad una mummia dell’antico Egitto, con la differenza sostanziale che la mummia è rigorosamente morta, mentre il materiale radioattivo è ancora in vita. Chiusa parentesi.

Nonostante l’enorme impegno tecnico e logistico – il materiale per costruirlo fu fatto arrivare da tutte le parti dell’Unione Sovietica -, nonostante l’enorme costo umano – si parla di 600.000 “liquidatori” anch’essi accorsi da tutto l’immenso Paese -, quel “sarcofago” costruito in condizioni di assoluta emergenza si rivelò subito troppo fragile rispetto alla forza dell’energia ancora sprigionata dal materiale radioattivo chiuso al suo interno. Progettato – si disse allora – per resistere 30 anni, il “sarcofago” iniziò subito a fessurarsi lasciando fuoriuscire radioattività. Storia vecchia questa.

Il punto è che ora scadono i 30 anni e che il nuovo “sarcofago” – un’immenso arco che stanno costruendo a rilento per i ritardi dei finanziamenti internazionali promessi e per i problemi tecnici emersi – non è pronto. E dunque? Non ci resta che sperare che il calcolo fatto 30 anni fa fosse prudenziale e che, per quanto mal messo, quello vecchio faccia la sua parte. Deve proteggere solo mezza Europa…

Infine, per un rimando esterno – si tratta di un altro incidente ad una centrale nucleare -, uno sguardo a Fukushima. Il 6 aprile hanno iniziato a creare una barriera di ghiaccio attorno alla centrale. L’acqua utilizzata per il raffreddamento dei reattori – finora 800 mila tonnellate – verrà pompata fino a 30 metri sotto terra e lì congelata creando così un muro lungo 1 km e mezzo che dovrebbe bloccare il passaggio dell’altra acqua . Ma nel frattempo la contaminazione radioattiva dell’oceano prosegue.

http://112.ua/avarii-chp/policiya-zaderzhala-muzhchinu-kotoryy-pytalsya-vyvezti-iz-chernobylskoy-zony-100-kg-radioaktivnogo-metalla-302920.html

http://podrobnosti.ua/2099647-v-japonii-reaktory-fukusimy-zamorozjat-ledjanoj-stenoj-video.html

 

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