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C’è assai poco da stare tranquilli…

Gorbachev, ricordando Chernobyl – era lui a capo dell’Unione Sovietica quando accadde l’incidente, in una intervista apparsa su “La Stampa”, dice:

“Dal 1952 si sono verificati in tutto il mondo almeno 99 incidenti nucleari, che rientrano in questa definizione, con danni che ammontano a oltre 20,5 miliardi di dollari. Vale a dire più di un incidente nucleare ogni anno e danni per 330 milioni di dollari. Tutto questo dimostra che esistono molti rischi non gestiti o regolamentati in modo inadeguato, una cosa che è a dir poco preoccupante, data la gravità dei danni che anche un singolo incidente può provocare.”

A difenderci da Chernobyl ci sarà il sarcofago n. 2. Il primo, costruito nel tempo record di 206 giorni ed in condizioni di altissima pericolosità, avrebbe dovuto essere sostituito già da alcuni anni, ma la fine dei lavori di costruzione di quello nuovo, alto 110 metri e lungo 165, continua a slittare in avanti. Adesso si parla della fine del 2017. La spesa ovviamente in questo allungarsi dei tempi è aumentata  passando da 700 milioni a 2,15 miliardi di euro, secondo i dati del 2014 della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. L’incontro svoltosi nel giorno dell’anniversario dell’incidente tra il presidente Poroshenko e i rappresentanti dei Paesi che contribuiscono al progetto serve anche a raccogliere i fondi necessari, e ne mancano ancora parecchi all’appello.

Ma anche quando infine il sarcofago sarà completato, il problema Chernobyl resterà lì a minacciare l’Ucraina, la Bielorussia e l’Europa intera. Il numero 2 infatti potrà resistere all’azione delle tonnellate di materiale radioattivo restano all’interno del reattore per soli 100 anni, dopo di che si dovrà pensare ad un’altra protezione. Non solo: anche ammesso che il grande tunnel in cui verrà rinchiusa la centrale protegga l’ambiente esterno sopra il livello del terreno, sotto la centrale la contaminazione proseguirà.

Non c’è molto da stare tranquilli, né noi, né le generazioni future.

http://www.lastampa.it/2016/04/26/cultura/opinioni/editoriali/cos-cernobil-ha-cambiato-la-nostra-vita-92eqNHI5eo8ktNPcocPtAM/pagina.html

http://112.ua/statji/avariya-na-chaes-spustya-tret-veka-307396.html