Chi è senza peccato…

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Premessa

Per scagliare la prima pietra bisogna avere la coscienza pulita. E sull’antisemitismo la coscienza pulita è difficile averla.

In tutta Europa la storia degli Ebrei ha visto fasi di assimilazione e fasi di esclusione, queste ultime sulla base di pregiudizi religiosi, culturali, politici, sociali. Nel tempo dai cristiani sono stati ritenuti colpevoli non solo della morte del Messia, ma anche di pestilenze e di eventi catastrofici; dalle classi medie sono stati considerati simbolo dello sfruttamento capitalistico attraverso la finanza; dai contadini e dai conservatori sono stati visti come esponenti di punta del bolscevismo; sono stati accusati di complotti a livello mondiale sulla base dei Protocolli dei Savi di Sion; e l’elenco può proseguire.

Nel Novecento quasi nessun paese è stato indenne dall’antisemitismo, in misura maggiore o minore, soprattutto quando si sono affermati i nazionalismi, l’aspirazione alla integrità e alla grandezza della “propria nazione”, mal definita o mutilata dagli accordi di pace che stabilivano confini considerati ingiusti.

Nazionalismo e antisemitismo si sono intrecciati allora rafforzandosi l’uno con l’altro. Chi più degli Ebrei era al di fuori dello spirito della nazione, visto che apparteneva innanzitutto al “popolo eletto”, che avevano errato da un Paese all’altro, che, ad un certo punto si erano addirittura costituiti un proprio Stato, Israele? Distinti per religione, stile di vita, cultura, gli Ebrei hanno potuto facilmente essere presentati come elementi estranei alla nazione, anzi  suoi nemici.

Sappiamo tutti a che cosa ha condotto questo intreccio.

La Germania, che dell’antisemitismo fece uno dei fulcri della sua politica nazionalista e che in nome della purezza della razza teorizzò lo sterminio degli Ebrei, ha dolorosamente rivisitato la propria storia, riconoscendone gli orrori. I Paesi del Centro- Est e dell’Est Europa, dove la presenza ebraica è storicamente molto forte, non hanno ancora fatto questo percorso di conoscenza storica, della cui assoluta necessità è prova il moltiplicarsi di movimenti e gruppi nazisti, nazional-comunisti, ortodosso-nazisti, e via dicendo.

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