Chi protesta e chi commemora

  (Kiev nel 1943)

Notizie raccolte qua e là. Alcune relative alla Russia, come sempre, Paese da cui dipende la situazione dell’Ucraina.

Twitter ha vietato la pubblicità in tutti gli account appartenenti ai siti di propaganda russa Sputnik e Russia Today. Questo in conseguenza delle interferenze russe nelle elezioni americane del 2016, sulle quali sta indagando il Congresso.

Poiché i due siti propagandistici sono molto attivi anche in Italia, siamo avvertiti di che cosa si tratta…

Sempre in Russia e sempre nell’area dell’opposizione a Putin, mentre Navalniy viene arrestato un mese sì e un mese sì, il movimento nazionalista “Revoliutsiya 5.11.17” ha proclamato per il 5 novembre appunto la rivoluzione popolare, dando il via a manifestazioni di piazza in sette città – Mosca San Pietroburgo, Omsk, Krasnodar, Krasnoyarsk, Perm, Saratov e Rostov-sul-Don. Almeno alcune centinaia di manifestanti sono stati fermati dalla polizia. Il leader del movimento, Viacheslav Maltsev, contesta Putin e la sua cerchia di persone corrotte e, contro corrente, chiede una soluzione pacifica con l’Ucraina.

Il mestiere di giornalista è uno dei più pericolosi del mondo. In molti Paesi, tra i quali la Russia. Ora Dmitri Muratov, direttore di “Novaya Gazeta”, giornale di opposizione a Putin ha deciso di armare i propri collaboratori. E non a torto, se non vuole restare senza giornalisti. Su “Novaya Gazeta” scrivevano Yuri Shekochihin, morto avvelenato nel 2003, Anna Politkovskaya, uccisa a colpi di pistola nel 2006, Anastasija Baburova  pure uccisa a colpi di pistola nel 2009, Yulia Latinina, di cui abbiamo parlato da poco, costretta a rifugiarsi all’estero dopo aver subito pesanti avvertimenti.

L’Ucraina intanto si dedica alle commemorazioni delle vittime dei crimini politici e delle guerre. Il 27 ottobre è stata la volta del ricordo dei rappresentanti dell’intellighentsia fucilati tra il 27 ottobre e il 4 novembre del 1937, in una località della Carelia, Sandarmohk, in tutto 1.111 persone, detenute nei lager del canale sul Mar Bianco e delle isole Solovki. Solo nel 1997, grazie alle spedizioni di “Memorial”, è stato individuato il luogo in cui furono seppelliti i più di mille fucilati, tra scrittori, letterati, scienziati, ingegneri, e via dicendo.

Il 6 novembre è poi l’anniversario della liberazione di Kiev dall’occupazione nazista, avvenuta nel 1943, dopo due anni dall’entrata nella città delle truppe tedesche. Le cerimonie di commemorazione comprendono, ormai tradizionalmente, il trasferimento di salme di soldati caduti nella difesa della città, ritrovate nel tempo e solo in parte identificate.

Dei caduti recenti nel Donbass, come al solito, non conta parlare. Sono troppo pochi ogni giorno per fare notizia.

https://112.ua/mir/twitter-zapretil-reklamu-s-akkauntov-propagandistskih-smi-russia-today-i-sputnik-417726.html http://www.lastampa.it/2017/10/26/esteri/il-direttore-di-novaya-gazeta-armer-i-miei-giornalisti-perch-possano-difendersi-V82PFtROsPA8DZKzHcBq6K/pagina.html

https://112.ua/glavnye-novosti/v-ukraine-minutoy-molchaniya-pochtili-zhertv-massovyh-rasstrelov-v-urochishhe-sandarmoh-417820.html

https://112.ua/mir/navalnyy-podast-v-sud-na-putina-418570.html

http://podrobnosti.ua/2208649-den-osvobozhdenija-kieva-pavshih-soldat-perezahoronili-v-sele-gatnoe.html
https://112.ua/mir/revolyuciya-51117-v-rossii-chto-eto-takoe-i-chto-voobshhe-proishodit-419120.html

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *