Dubito ergo sum?

cogit

Non ce ne sarebbe bisogno. Lo sappiamo tutti ormai che siamo manovrati dalla comunicazione, che quello che riteniamo siano i nostri giudizi indipendenti, i nostri pensieri autonomi, sono in realtà quello che altri vogliono che noi pensiamo. Una prova in più non sarebbe necessaria, se non fosse che ci permette di capire come, in buona fede, i cittadini russi vedano quello che sta avvenendo tra il loro Paese e l’Ucraina, tra il loro Paese e l’Occidente.

Sul sito di notizie russo “Russkaja planeta” – “Pianeta russo” – è apparso un lungo articolo dal titolo “Gli ebrei entrano a far parte del battaglione nazista “Azov”.

L’articolo è diviso in tre parti. La prima, “La direzione della confederazione ebraica dell’Ucraina ha dimenticato la lezione della storia”, dà notizia del fatto che  il vice presidente della confederazione degli ebrei ucraini Iosif Zisels ha detto che molti ebrei ucraini fanno parte del battaglione di volontari “Azov”, la formazione militare più nazionalista, e che negli ebrei, proprio a seguito degli avvenimenti attuali, si sta formando una forte autocoscienza del loro essere ebrei ucraini, una consapevolezza di cui aveva già dato prova la loro forte partecipazione alle manifestazioni di Maidan contro il presidente corrotto,  ma che adesso si sta approfondendo fino al punto di far scegliere di andare volontari a combattere per l’Ucraina. 

Il commento è un ragionamento lineare: visto che gli Ucraini sono nazionalisti e quindi antisemiti, vuol dire che gli ebrei ucraini hanno dimenticato la lezione della storia.

Lo dice nella parte successiva dell’articolo il politico e giornalista russo ebreo Avigdor Eskin, che accusa il vice-presidente della confederazione ebraica ucraina Zisels di essere seguace di Bandera, il che, nella interpretazione russa del discusso personaggio Stefan Bandera, equivale a dargli del nazista; ricorda che più volte sotto il regime sovietico Zisels fu condannato al lager duro per calunnie antisovietiche, e sostiene che Zisels ricopre quella carica grazie ai suoi legami con l’Unione europea e gli Stati Uniti, ma che non può parlare a nome degli ebrei, visto che in tutta l’Ucraina sempre più persone si stanno rendendo conto di dove sta andando il “regime filo-Bandera” di Kiev. Un regime che, secondo l’esperto russo, porterà gli ebrei ucraini, dimentichi della storia della Seconda guerra mondiale, collaborazionisti e traditori dei loro vicini russi, diritti diritti alle camere a gas e ai campi di concentramento.

Nel successivo paragrafo dell’articolo, “La svastica e la forma di vita degli ebrei non vanno d’accordo”, il rabbino Zinovii Kogan, vice-presidente del Congresso delle associazioni religiose e delle organizzazioni ebree della federazione russa, dichiara di temere che in Ucraina stia apparendo una forma di neo-nazismo, che fa tornare il Paese indietro a più di 70 anni fa, quando, nel 1941, ci fu lo sterminio di Babiy Yar, dove 33.771 ebrei furono fucilati.

Infine, la terza parte: “L’armata nazista di Kolomoiskiy“, racconta che il battaglione “Aidar” è finanziato dall’oligarca ucraino Igor Kolomoiskiy di Dnepropetrovsk, anche lui ebreo, divenuto nel 2008 presidente delle organizzazioni sociali ebraiche di Ucraina, finanziatore di “Menora”, il centro sociale ebreo più grande al mondo, del restauro del Muro del pianto di Gerusalemme, ecc.  “Come tutto ciò si concilii con la formazione di battaglioni formati da neonazisti e sostenitori di Hitler, questo è un mistero“, riconosce il giornalista. E si risponde: “Non posso non pensare che lui sia uscito di senno”.

Di fronte alle tante prove che egli stesso accumula sulla convinta partecipazione degli ebrei ucraini alla lotta contro le autoproclamatesi repubbliche del Donbass, ispirate, sostenute e comandate dalla Russia, nel giornalista non passa nemmeno per la mente il dubbio che ci sia qualcosa d’altro, oltre la pazzia dell’oligarca ucraino ebreo di Dnepropetrovsk e dietro lo slancio dei volontari ebrei che vanno a combattere e a rischiare la propria vita per l’Ucraina “nazista e antisemita”.

E potremmo aggiungere per il loro Paese, in cui – come abbiamo scritto in nostre notizie precedenti – al Governo la presenza degli ebrei supera di gran lunga la presenza ebraica tra la popolazione. Ed anche potremmo ricordare che i rabbini dell’Ucraina ancora un anno fa scrissero una lettera aperta indirizzata a Putin rassicurandolo sulla loro situazione e chiedendogli piuttosto se tutte le minacce, le oppressioni, ecc. di cui riteneva gli ebrei ucraini fossero vittime, non stessero piuttosto avvenendo nel suo Paese, in Russia.

D’altra parte, persino il rabbino russo, informato e formato dalla propaganda russa, condivide le idee del giornalista, e accetta l’utilizzo manovrato della storia dimenticando che Babiy Yar avvenne nell’Ucraina occupata dai tedeschi nazisti, dove certo ci furono collaborazionisti, come avvenne però in tutti i paesi occupati da Hitler, quando a collaborare furono governi come quello francese del generale Pétain e quello alleato di Mussolini, gruppi militari e singole persone. E l’Urss di Stalin, l’uomo il cui ritratto molti portano in piazza a Mosca nelle manifestazioni per il 1 Maggio, non fu certo tenero nei confronti degli ebrei, utilizzati finché servivano, spesso nei ruoli più odiosi, e poi eliminati o mandati in Siberia.

Per una buona analisi del rapporto tra Stepan Bandera, gli ebrei, Maidan e la propaganda russa, un articolo dell’anno scorso, dei giorni della rivolta contro il presidente Yanukovich, di Anna Zafesova su “La Stampa”:

http://www.lastampa.it/2014/02/22/blogs/caffe-mondo/ucraina-nazisti-o-nazionalisti-viaggio-nellarcipelago-del-radicalismo-KFWTVHXV2QbM2u9iwHzbtO/pagina.html

http://rusplt.ru/ukraine/evrei-vstupayut-v-natsistskiy-polk-azov-16726.html?utm_source=mail_news&utm_medium=tizer&utm_campaign=evrei-vstupayut-v-natsists

 

 

 

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