Fucilazione

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Starà rivoltandosi nella tomba Cesare Beccaria, che per primo, a fine Settecento, nel suo “Dei delitti e delle pene” scrisse contro la pena di morte…

Un tribunale popolare formato da 300 persone, per alzata di mano, ha condannato a morte per fucilazione un uomo accusato di stupro.

Non succede in una lontana repubblica asiatica o fondamentalista, ma nella autoproclamatasi “Repubblica popolare di Lugansk”, filorussa.

La pena di morte, ancora prevista in Europa dai codici penali della Federazione Russa e della Bielorussia, trova così un altro Stato, in realtà pseudo-Stato, in cui essere in vigore. Dopo l’ora di Mosca, dopo i programmi scolastici di Mosca, il Donbass prende dalla Russia anche questa normativa che un numero sempre maggiore di Paesi nel mondo ripudia ufficialmente, oltre che de facto.

Amnesty International calcola che in 98 Paesi del mondo essa non esiste – o dalle origini dello Stato o per abolizione (tra questi Stati è lUcraina, che l’ha abolita nel 1999)-, in 7 è prevista solo in condizioni particolari, in 35 è vigente ma non applicata da almeno 10 anni – in questo gruppo rientra la Russia -, e in 58 è in vigore e praticata – di questo gruppo fa parte la Bielorussia, con una condanna eseguita ancora nel 2013 -.

Commento: Il video della lettura della sentenza, con la donna alla fine che conferma – Fucilatelo! – fa correre i brividi per la schiena.

Vorremmo noi essere giudicati da un simile tribunale?

Il ritorno al passato può essere terribile.

http://podrobnosti.ua/criminal/2014/11/02/1000934.html

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