Guerre, “sportive” e non, e aspirazioni di pace

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-Gli europei di calcio si sono trasformati, oltre che in occasione per le tifoserie violente di vari Paesi di dar luogo ad azioni di guerriglia urbana e a pestaggi degli avversari, anche in polemica politica. Mosca ha parlato di “isteria russofobica” – così Dimitri Peskov, press-segretario del presidente, in relazione alla richiesta britannica di un atteggiamento di riprovazione da parte della dirigenza russa nei confronti dei propri fanatici sostenitori -.

Altri, come Tomas Oppermann, leader del partito social-democratico tedesco, si sono detti preoccupati del fatto che proprio la Russia sarà il paese ospitante dei prossimi campionati mondiali, visto che gli hooligans russi, organizzati in maniera paramilitare da organismi legati alle forze armate e ai servizi segreti, nazisti o para nazisti, sono stati presentati dalla stampa di quel Paese come degli eroi e che sono stati accolti a Mosca con gli applausi.

Diventa così una buona notizia che la Russia sia stata eliminata dagli Europei. In compagnia, questa volta, volente o no, dell’Ucraina.

-Da segnalare, in relazione ad un altro tipo di guerra, speriamo solo minacciata, che la Norvegia sposta delle sue guarnigioni militari al confine con la Russia in funzione dissuasiva rispetto ad un eventuale attacco russo. Qualora questo si verificasse, la difesa messa in campo delle guarnigioni consentirebbe alle truppe Nato di avere il tempo di sopravvenire in difesa del confine.

-Guardando invece alla speranza di superare il passato e il presente così dolorosi, in Ucraina il Segretario di Stato Vaticano cardinal Parolin, concludendo la sua visita, ha parlato dell’Ucraina come di un “paese – martire” con riferimento alla sua storia, in particolare a quella del Novecento, che si continua fino ad oggi. Rivolto agli ucraini, egli ha affermato che “I drammatici avvenimenti susseguitisi nella vostra storia vi hanno reso un “popolo-martire, al quale va il rispetto non solo della chiesa cattolica, ma di tutti gli uomini che credono nel valore della libertà, della uguaglianza, della fratellanza“, aggiungendo che le sofferenze del popolo ucraino continuano oggi con i bombardamenti, le distruzioni dei paesi, delle infrastrutture, e soprattutto con il ritorno all’odio e alla menzogna, con la destabilizzazione della società. Ha quindi invitato i Russi a chiedere perdono per le sofferenze inflitte e a collaborare con gli ucraini. 

Esplicitamente il cardinale ha affermato che “”La Santa Sede fa leva su principi e valori che devono essere alla base del rapporto fra Paesi e nazioni e all’interno della comunità internazionale. Principi e valori del diritti internazionale, in questo caso il rispetto della legalità per quel che riguarda il territorio e le frontiere dell’Ucraina”.

http://112.ua/politika/parolin-o-pozicii-vatikana-v-otnoshenii-rossii-papa-prizyvaet-pomnit-o-stradaniyah-otdelnyh-lyudey-319762.html

http://www.askanews.it/polveriera-ucraina/card-parolin-rispettare-integrita-nazionale-e-confini-ucraina_711840906.htm

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2016/06/19/7112292/ 

http://www.eurointegration.com.ua/rus/news/2016/06/19/7050960/

http://112.ua/mir/norvegiya-razmestit-na-granice-s-rossiey-podrazdelenie-dlya-sderzhivaniya-agressii-320039.html

http://112.ua/obshchestvo/gossekretar-vatikana-parolin-nazval-ukraincev-narodom-muchenikom-319783.html

 

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