Holodomor

       holo

Al Parlamento ucraino non manca il da farsi. Ha da affrontare una situazione complessiva particolarmente pesante, con la guerra in corso in una parte del Paese, con la “liustratsia”, ovvero l’esclusione dalle cariche pubbliche di quanti hanno sostenuto il governo di Yanukovich ai danni degli interessi dell’Ucraina, con la crisi economica, eccetera, eccetera -.

Eppure, in questi giorni è stato anche chiamato a discutere una proposta di legge che a chi non conosce la storia dell’Ucraina può sembrare non urgente, ma che è, in realtà, di particolare importanza storica e politica: la proposta di dichiarare reato la negazione dell”holodomor’ come genocidio.

E’ in questi giorni di novembre, infatti, che in tutta l’Ucraina si svolgono le commemorazioni dell’ “holodomor”,  la morte per fame di alcuni milioni di persone – 4, o forse 7, o forse addirittura 10 – voluta da Stalin nel 1932-’33. Fiaccolate e veglie di preghiera, nelle chiese e nelle piazze, vogliono ricordare quella carestia che è quasi inimmaginabile in una Ucraina “granaio d’Europa”, fertile pianura estesa a perdita d’occhio e abbondante d’acqua.

In effetti essa non fu un evento naturale, ma il risultato, deliberatamente perseguito, della politica di collettivizzazione forzata messa in atto allo scopo di piegare i contadini e cancellare l’aspirazione  dell’Ucraina ad affermarsi come nazione.

La “carestia politica”, “carestia artificiale”, dell’Ucraina non è un fatto unico nella storia del Novecento, anche se solo oggi gli storici studiano il rapporto tra carestie e potere. Finora, scrive lo storico Andrea Graziosi, le “grandi carestie politiche sono state a lungo poco studiate perché era difficile concepire la possibilità di carestie causate da decisioni umane”. La prima grande prova di come si potesse utilizzare la fame come un’arma su grande scala è quella “carestia” ucraina che molti riconoscono come vero e proprio genocidio, dalle dimensioni che si avvicinano o forse superano quelle della Shoah, e che si compì nel silenzio dei campi ricoperti dalla neve nei pochi mesi dell’inverno-primavera tra il 1932 e il 1933.

La nuova Ucraina vuole riconoscere in quell’avvenimento un momento fondante del suo essere nazione, non diversamente da quanto avviene nello Stato di Israele rispetto all’Olocausto.

E non è un caso che la negazione della “carestia” ucraina come avvenimento politicamente voluto sia presente tra la popolazione russa delle regioni dell’Est del Paese. Sono proprio quelle in cui, nei paesi di campagna dove tutti i contadini ucraini erano morti di fame, la popolazione fu sostituita, per volere di Mosca, soprattutto da persone di nazionalità russa.

Il presente si spiega anche con la storia del passato.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/10/24/il-secolo-breve-che-genero-le-carestie-politiche50.html

http://112.ua/glavnye-novosti/sbu-budet-predlagat-novoy-vr-vvesti-ugolovnuyu-otvetstvennost-za-otricanie-golodomora-i-zapretit-kompartiyu-149444.html

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