Il passato che ritorna

 

Stalin

Il passato.

Nell’Unione Sovietica, stante l’enorme disponibilità di prigionieri – detenuti comuni, oppositori politici, contadini ucraini appena appena benestanti, religiosi, omosessuali, stranieri provenienti da paesi non “affidabili”, e la lista è lunga – lo Stato si serviva normalmente di queste masse di lavoratori per imprese grandiose i cui tempi di costruzione, spesso in condizioni climatiche terribili, erano brevissimi grazie al sacrificio della vita di molti di loro.

E’ famosa la costruzione del canale del Mar Bianco, realizzata in pieno stalinismo, dal 1931 al 1933, per unire il Mar Baltico al Mar Bianco.  Lungo più di 220 km, in parte costituito  da fiumi e laghi, ma in parte scavato a mano nella roccia, finito in meno di due anni e in anticipo rispetto al previsto, fu presentato al mondo come un grande successo, anche se migliaia dei circa 150 mila detenuti morirono durante i lavori. Tra l’altro si trattò di un lavoro imponente, ma quasi inutile, perché, essendo il canale poco profondo, non permetteva la navigazione alle navi, accorciando la rotta che aggirava la Penisola Scandinava.

Il presente.

Putin ha deciso. Il ponte sullo Stretto di Kerch, che unirà la penisola di Crimea alla Russia, lo costruiranno i detenuti. Lavoro forzato per migliaia di detenuti provenienti dalle colonie penali del sud della Federazione Russa. A dirlo in una intervista al giornale russo “Kommersant” è il direttore del Servizio statale di esecuzione delle pene, Oleg Korshunov. I detenuti dovranno occuparsi della parte metallica della costruzione del ponte. Secondo i dati forniti dal direttore Korshunov saranno impiegati nella costruzione del ponte la metà circa dei 555.000 detenuti disponibili.

A indirizzare verso questa decisione è stato l’aumento del costo del ponte, passato dai 50 miliardi di rubli previsti inizialmente ai 349 miliardi attuali, con un incremento di 6 volte tanto. Il lavoro forzato è a buon mercato…

L’effetto della notizia è quello di un dejà-vu… E di un dejà-lu.  Già, Solgenitsyn, “Arcipelago Gulag”…

fonte: http://112.ua/avarii-chp/fsin-rf-zaklyuchennye-ne-budut-uchastvovat-v-stroitelstve-mosta-cherez-kerchenskiy-proliv-91821.html

http://podrobnosti.ua/power/2014/07/24/986064.html

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