Il perdono

 

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Chiedere perdono è difficile. Eppure qualcuno ha avuto il coraggio di farlo.

La cancelliera tedesca Angela Merkel a Danzica il primo settembre 2009 tenne un discorso ufficiale in cui disse:
“Cominciò settant’anni fa con l’aggressione tedesca alla Polonia il capitolo più tragico della storia europea. La guerra scatenata dalla Germania portò dolore e sofferenza incommensurabili a molti popoli, anni di totale privazione dei diritti, anni di umiliazione e distruzione.

Nessun paese ha sofferto cosi a lungo dell’occupazione tedesca come la Polonia.
Proprio nei tempi bui, di cui parliamo oggi, il Paese fu raso al suolo. Città e villaggi vennero distrutti. Nella capitale, dopo che l’insurrezione del 1944 fu soffocata nel sangue, non fu lasciata in piedi nemmeno una pietra. Potere arbitrario e violenza segnarono in quegli anni la vita quotidiana di ogni famiglia polacca.
Oggi qui, sulla Westerplatte di Danzica, io, cancelliera federale, ricordo con rispetto profondo tutti i polacchi a cui fu arrecato dolore inenarrabile sotto i crimini dell’occupazione tedesca.

Gli orrori del ventesimo secolo ebbero il loro culmine nell’Olocausto, la sistematica persecuzione e sterminio degli ebrei d’Europa. Io ricordo con rispetto profondo i sei milioni di ebrei e tutti gli altri che trovarono una morte atroce nei campi di concentramento e di sterminio tedeschi. Io ricordo con rispetto profondo i molti milioni di uomini, che dovettero sacrificare la loro vita nella guerra e nella Resistenza contro la Germania.
Io ricordo con rispetto profondo tutti gli innocenti, che dovettero morire di fame, freddo o malattia a causa della violenza di quella guerra e delle sue conseguenze.
Io ricordo con rispetto profondo i 60 milioni di esseri umani, che persero la vita a causa di questa guerra che fu scatenata dalla Germania. Non ci sono parole che possano restituire il dolore atroce di questa guerra e dell’Olocausto. Io m’inchino davanti alle vittime”.

E Benedetto XVI nel 2006 ad Auschwitz, giù visitato nel 1979 da Giovanni Paolo II, chiese perdono, in quanto figlio del popolo tedesco, per gli ebrei sterminati, e per i polacchi, i rom, i russi che finirono la vita in quello stesso lager.

Ora tocca agli ucraini.

http://www.liberalsocialisti.org/articol.php?id_articol=1658

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/05_Maggio/28/papa_discorso.html

http://podrobnosti.ua/2115186-polsha-otvetila-na-izvinenija-kieva-za-volynskuju-reznju.html

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