Il tabù della guerra è lontano…

Ancora a proposito di mine. Nel Donbass le forze dei servizi di sicurezza ucraine hanno trovato in un nascondiglio dei filo-russi mine e armamenti di fabbricazione russa in dotazione alle truppe speciali russe. Una prova in più, se ce ne fosse bisogno, del coinvolgimento diretto della Federazione Russa e dell’uso di armi vietate dagli accordi di Minsk.

Il Parlamento europeo ha invitato “tutti gli Stati membri a fare pressione perché si ponga fine al conflitto e alla sofferenza della popolazione civile”. Ha nuovamente richiamato la Russia a “sospendere qualunque aiuto finanziario e militare ai gruppi armati irregolari nelle regioni di Donetsk e Lugansk, a rispettare i diritti umani e la sicurezza di tutte le persone che vivono nella Crimea annessa, nonché a fornire un accesso senza ostacoli alle organizzazioni internazionali nella Crimea occupata”.

Contemporaneamente ha ricordato che al governo ucraino spetta di realizzare lo sminamento della zona e semplificare le modalità per dare aiuto ai territori stravolti dalla guerra.

Sempre a proposito di armi, c’è anche chi sostiene che la situazione sarebbe stata del tutto diversa tra Russia e  Ucraina se questa non avesse a suo tempo, l’indomani dell’indipendenza, rinunciato al proprio arsenale nucleare a favore della Federazione russa. Leggiamo ” Ciò che avremmo, sarebbero due Stati dotati di armi nucleari, uno dei quali –probabilmente l’Ucraina- avrebbe ora dovuto decidere dov’è la linea rossa che costringerebbe a una decisione sull’uso delle armi nucleari. Se quel punto fosse raggiunto, si realizzerebbe una delle due soluzioni. O l’Ucraina deciderebbe di non usare le armi nucleari indipendentemente da qualsiasi intervento russo, dimostrando come esse siano state inutili come strumento di sicurezza per tutto questo tempo; oppure le userebbe, con conseguenze intollerabili per se stessi, per milioni di Russi e per il resto del mondo.”

Meglio dunque che la storia sia stata un’altra. Ma dà comunque preoccupazione la comunicazione al Consiglio di sicurezza dell’Onu da parte del Ministro degli Esteri ucraino Klimkin che l’annessione della Crimea e l’aggressione nel Donbass hanno lasciato alla Russia a Sebastopoli  un reattore per l’arricchimento di uranio, due depositi nucleari e più di 1200 sorgenti di radionuclidi, ora non controllati dall’Ucraina, il che amplia la zona delle aree con armamenti nucleari.

http://podrobnosti.ua/2216690-vjna-na-donbas-bojoviki-otrimali-popovnennja-rosjskimi-vjskovikami.html

https://112.ua/obshchestvo/sbu-obnaruzhila-v-zone-ato-taynik-s-boepripasami-rossiyskogo-proizvodstva-425193.html

http://podrobnosti.ua/2216299-agressija-rossii-na-donbasse-v-pase-sdelali-zajavlenie.html

http://podrobnosti.ua/2216796-rossija-na-donbasse-i-v-krymu-zahvatila-reaktor-i-jadernye-hranilischa-klimkin.html

https://www.peacelink.it/disarmo/a/39996.html

 

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