L’importanza dei simboli

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L’importanza dei simboli!

Se in Russia, a Chelyabinsk, il monumento di Lenin si è ritrovato al mattino con la testa dipinta in azzurro e giallo, i colori della bandiera ucraina, colori nei quali è persino vietato vestirsi perché potrebbe trattarsi di propaganda filo-ucraina. Lenin non è sotto accusa, lui dormiva. La polizia è alla caccia degli autori del misfatto.

Inutile dire che il nostro Vladimir Ilich Ulyanov, detto Lenin, forse preferisce essere bicolore piuttosto che perdere del tutto la testa o essere fatto a pezzi come è accaduto in molte città ucraine. Simbolo del comunismo, onnipresente, innalzato in dimensioni gigantesche, ad altezze vertiginose, Lenin subisce la sorte di tutti i dittatori e di tutti i regimi caduti. Non potendo riscrivere la storia, si abbattono almeno i simboli di chi ne è stato protagonista.

E non tocca solo a Lenin. Un famoso architetto ucraino, Serghei Tselovalnik,  propone di distruggere l’Arco dell’Amicizia fra i popoli, uno dei monumenti moderni simbolo di Kiev, un enorme arco costruito per ricordare il trattato di Perejaslav che sancì l’amicizia tra Russia ed Ucraina. L’architetto dice: – Ma che amicizia e amicizia?! Ci hanno invaso con l’esercito e i carri armati! – ed ha ragione.

D’altra parte, anche il trattato di Perejaslav risultò in realtà ben altro che la definizione di una amicizia alla pari. Si era a metà del Seicento, nel 1654 per la precisione, e i cosacchi ucraini della zona alla sinistra del Dniepr, fieri delle proprie libertà, per sfuggire al tentativo dello Stato polacco-lituano di eliminare le loro istituzioni e di inglobarli, sotto la guida dell’hetman Bohdan Khmelnytskij decisero di allearsi con la Russia, con la quale la maggioranza di loro condivideva la religione ortodossa, per costituire un proprio Stato. Il risultato fu però del tutto diverso dalle loro aspettative: lo zar assorbì il territorio ucraino nell’impero russo.

E che fare, tornando al discorso dal quale eravamo partiti, dei tanti busti e delle tante vie dedicate a personaggi politici del regime stalinista e a collaboratori del KGB? Una legge attuale ucraina prevede che vengano tolti i busti e sostituiti i nomi.

Diverso destino, secondo il famoso architetto, deve essere invece riservato all’enorme statua della madre Patria, che sovrasta la città a poca distanza dalla Lavra, bellissimo antico complesso di monasteri. La enorme figura femminile con la spada levata verso il cielo è simbolo della eroica lotta contro il nazismo e il fascismo. Resti!

http://112.ua/obshchestvo/v-chelyabinske-pamyatnik-leninu-raskrasili-cvetami-ukrainskogo-flaga-256944.html

http://112.ua/kiev/glavnyy-arhitektor-kieva-vystupaet-za-snos-arki-druzhby-narodov-257000.html

 

 

 

 

 

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