La guerra dell’informazione. Continua…

strillone

La guerra dell’informazione è in pieno svolgimento.

– L’Unione Europea intende formare entro giugno un gruppo di esperti, conoscitori della lingua russa, che si occuperanno di verificare e correggere la disinformazione e le notizie scorrette relative alla politica dell’Unione stessa fornite dalla propaganda russa interna ed esterna alla Russia.

– Lo Stato maggiore ucraino ha affermato che nel solo mese di aprile dalla Russia nel Donbass sono  arrivati 13 vagoni ferroviari di armi e munizioni.

– Il ministro della difesa russo Anatolii Antonov ha negato che il suo Paese ha inviato e di sta inviando armamenti ai separatisti delle due autoproclamatesi repubbliche del Donbass. In una recente intervista alla televisione russa, per spiegare l’utilizzo di armi russe nel Donbass, il ministro ha ricordato che in epoca sovietica in Ucraina vi erano molti depositi di armi e di apparati bellici in previsione di un attacco della Nato e ha dichiarato che è da quei depositi che provengono le armi russe utilizzate dai separatisti. Va notato che non tutti i tipi di armi in uso da parte dei separatisti esistevano 24 anni fa, quando l’Unione sovietica si dissolse e l’Ucraina dichiarò la propria indipendenza.

– Ribattendo alle parole di Putin, secondo le quali non ci sono truppe russe nel Donbass, il capo di Stato maggiore dell’esercito ucraino ha affermato di essere in possesso di prove inconfutabili sulla presenza di truppe dell’esercito russo nel Donbass, di sapere dove sono dislocate e come sono armate. Se a gennaio dello scorso anno, ha detto, la prova consisteva nei singoli soldati russi catturati, da febbraio la presenza di truppe vere e proprie è stata verificata, ad esempio nei combattimenti presso Debalzevo. Ha quindi elencato alcuni dei reparti e delle brigate attualmente su territorio ucraino.

– Secondo le fonti russe ufficiali in Ucraina non ci sono soldati russi in servizio, ma solo soldati russi volontari e in congedo. La pensano diversamente le associazioni delle madri dei soldati russi morti nel Donbass. Del tutto in contrasto con l’informazione ufficiale russa, oltre alle forze ucraine impegnate nei combattimenti, le prove raccolte dalla Nato e le testimonianze della popolazione locale.

– I canali televisivi e radiofonici dei tatari di Crimea hanno smesso di trasmettere non essendo stata loro concessa la licenza dalle autorità del governo russo. La proprietà di ATR ha dichiarato di non volersi trasferire nell’Ucraina continentale, perché sarebbe, ha dichiarato, come essere deportati, e di voler impugnare la legge in base alla quale viene impedita la trasmissione dei canali tatari.

E infine, aggiorniamo alcune cifre: secondo gli ultimi dati ufficiali gli sfollati dalle zone di combattimento e dalla Crimea sono 829.373, di cui  808.872 dalla zona di Lugansk e di Donetsk e 20.501 dalla Crimea e da Sebastopoli. Tra di loro 145.501 sono bambini e 384.525 invalidi e anziani. Si tratta di sfollati, non di profughi, in quanto rimasti nello Stato di appartenenza. I problemi della loro accoglienza e del loro inserimento sono tuttavia ugualmente pressanti e di non facile soluzione.

http://podrobnosti.ua/2025788-rossija-vyrubila-krymskotatarskij-telekanal-atr-v-krymu.html

http://ru.delfi.lt/news/politics/dlya-borby-s-rossijskoj-propagandoj-es-nabiraet-shtat-razrushitelej-legend.d?id=67730424

http://112.ua/obshchestvo/v-aprele-iz-rossii-v-dnr-pribylo-13-zheleznodorozhnyh-vagonov-s-oruzhiem-i-boepripasov-fedichev-222105.html

http://podrobnosti.ua/2029342-v-kremle-ne-znajut-otkuda-u-terroristov-na-donbasse-oruzhie-rossii.html

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