La temperatura aumenta

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Nel territorio di Donetsk gli scontri si intensificano, con uso di armamenti sempre più letali. Obbiettivo sono città come Avdiivka, oltre 35.000 abitanti. Chi ha potuto è già fuggito – le colonne di autobus e macchine in attesa di passare l’unico posto di blocco ancora aperto verso l’Ucraina sono lunghe kilometri -, ma restano ancora abitanti civili. Dal confine con la Russia entrano, invece, colonne di blindati, di lanciamissili “grad” (“grandine”)  e via dicendo.

Oggi è in corso una manifestazione di abitanti di Donetsk davanti alla sede della amministrazione governativa della auto-proclamatasi Repubblica. Chiedono che le operazioni militari abbiano termine. Non ne possono più di vivere in zona di guerra.

La media giornaliera dei morti, quelli militari, che dei civili non sempre si ha il numero esatto, è in aumento e così quello dei feriti. Ospedali pieni. Si aspetta l’attacco in grande stile con cui Putin cercherà di collegare la Crimea al territorio russo.

Sconfinamenti di aerei militari russi sui Baltici, dove si rafforza la presenza della NATO. Qualche giorno fa un caccia russo stava quasi finendo su una portaerei dell’Alleanza Atlantica. Scenario da scontro diretto.

Di nuovo? Solo gli incendi: oltre a quello nell’area di sicurezza attorno alla centrale atomica di Chernobyl, ce n’è stato, e sta ancora divampando, un altro. A bruciare da giorni, a poca distanza da Kiev, un enorme deposito di lubrificante e gasolio. E’ di un magnate e politico, uno di quel centinaio di oligarchi che hanno nelle loro mani la ricchezza dell’intero Paese e che per continuare a fare affari hanno fatto generalizzato il sistema della corruzione. Se ne è scappato all’estero lasciando senza il necessario controllo i suoi stabilimenti, deposito compreso. Visto lo stato di arretratezza delle norme sulla sicurezza ambientale del Paese, e visto il disinteresse nel quale gli oligarchi hanno in genere tenuto l’impatto ambientale e la prevenzione, questo incendio è emblematico di una situazione che può moltiplicarsi. A meno che, come qualcuno del Governo sospetta, all’origine dell’incendio sia stato non l’errore di uno degli operai abbandonati a se stessi, ma un atto terroristico.

Ancora: catturato un soldato russo. Racconta che era andato all’aeroporto per fatti suoi, e che lì è stato avvicinato da qualcuno che gli ha proposto di andare a fare la guerra agli Ucraini. Particolare imbarazzante è che questo giovane, che noi diremmo uno sbandato, ha tatuata sulla schiena una svastica. E’ quindi diventata, senza volerlo, la prova vivente che l’immagine dell’ucraino nazista è quanto meno dubbia. Ovviamente non vuole assolutamente tornare in Russia.

http://podrobnosti.ua/2040579-v-donetsk-zaehali-13-bronevikov-s-voennymi-iz-rossii.html

http://it.euronews.com/2015/02/02/ucraina-fuga-dalle-citta-in-guerra/

http://journal.112.ua/fire/

http://podrobnosti.ua/2040806-plennyj-natsist-iz-rossii-hochu-iskupit-vinu-v-ukraine-foto-video.html

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