L’attenzione della Lettonia

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Mentre l’attenzione del mondo è rivolta ad altro, la Russia prosegue nella sua cancellazione del dissenso in Crimea.

Fondamentale nella direzione della eliminazione dell’opposizione tatara è la norma, recentemente approvata dalla Duma, che riconosce come associazione terroristica Mejlis, l’organizzazione ufficiale dei Tatari di Crimea, presente un tempo con propri rappresentanti nel parlamento ucraino, quando cioè alla Crimea era riconosciuto lo status di repubblica autonoma nell’ambito dello stato ucraino.

L’esistenza stessa dei Tatari in Crimea dimostra che l’inglobamento della penisola nella Federazione russa è avvenuto sulla base di un referendum non solo illegale, non solo svoltosi sotto la minaccia delle armi, ma pure con dei risultati ufficiali assolutamente falsi, con dati che danno un assenso al 100%, o addirittura superiore al 100% (!), quando i Tatari, avendo buona memoria della deportazione subita durante la II guerra mondiale, della Russia non sentivano nessuna nostalgia .

Paesi meno distratti del nostro ribadiscono la loro indignazione rispetto alla violazione delle norme del diritto internazionale. Recentemente il Ministro degli Esteri della Lettonia ha dichiarato:

“Due anni fa con la partecipazione delle forze armate russe iniziò il processo di annessione illegale della Crimea a seguito del quale il 16 marzo si svolse  un referendum illegittimo sulla unione alla Russia della Crimea e il 18 marzo la Federazione Russa decise l’unione della Crimea. La Lettonia da tempo assieme al consesso internazionale giudica conseguentemente questi fatti, proseguendo la politica di non riconoscimento della  annessione illegale della Crimea. La Lettonia si esprime con decisione a favore del ristabilimento dell’integrità territoriale dell’Ucraina”.

http://podrobnosti.ua/2090868-latvija-vozmutilas-dejstvijami-rossii-v-krymu.html

 

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