Maidan

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All’origine della situazione attuale dell’Ucraina c’è Maidan. Maidan vuol dire semplicemente piazza. Il nome di quella piazza è “dell’Indipendenza“, “Maidan Nezalezhnosti”. Quella dell’indipendenza dall’Unione Sovietica disgregatasi, proclamata nell’agosto del 1991, senza colpo ferire, dopo che nella sua storia il Paese aveva sempre aspirato all’indipendenza, senza mai raggiungerla se non per qualche manciata di anni. Aveva lottato contro la Polonia, contro la Lituania, contro la Russia zarista, contro i bolscevichi, contro il nazismo, contro la Russia sovietica. E poi, quasi d’improvviso, in quel dissolversi dell’Unione sovietica che nessun analista politico aveva previsto e che segna la fine di un’epoca storica, l’Ucraina con una dichiarazione del suo Parlamento si ritrovò indipendente.

Poi nel 2004, all’epoca della “rivoluzione arancione”, quella piazza fu occupata dai manifestanti del movimento giovanile non violento “Parà” (“E’ ora!”) che protestavano contro i brogli elettorali che avevano dato come vincitore delle presidenziali Viktor Yanukovich, personaggio discusso per il suo passato, di Donetsk, nell’est dell’Ucraina, troppo vicino a Mosca. Per un paio di mesi, nel freddo inverno, i manifestanti restarono in quella piazza, sotto le tende, promuovendo incontri, concerti, meeting politici a sostegno di Viktor Yushchenko, che era stato governatore della Banca d’Ucraina e che sembrava estraneo al sistema di corruzione generale. La corte suprema diede ragione a Yushchenko, le elezioni furono rifatte e lui vinse. La piazza, che era stata sostenuta da una mobilitazione enorme della popolazione, aveva fatto vincere la democrazia.

Sembrava… Ma poi la coalizione al potere – Yushchenko e Timoshenko, la “pasionaria” con la lunga treccia bionda – entrò in crisi, riapparve Yanukovich come primo ministro e la lotta alla corruzione e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione non fecero passi avanti. Uscito di scena Yushchenko, con Yanukovich nuovo presidente la politica ucraina ritornò ad essere diretta da Putin: cittadini di nazionalità russa occuparono le cariche dei più importanti Ministeri ucraini, compreso quello della Difesa; lo stesso Yanukovich era di nazionalità russa.  Poi, a novembre del 2013, riecco la piazza al centro delle manifestazioni per l’improvviso voltafaccia del presidente che, alla vigilia della firma di uno dei trattati previsti dal lungo iter di avvicinamento all’Unione Europea, aveva deciso di rinunciare all’accordo e di guardare ancora a Mosca.

I festeggiamenti già pronti per l’Euromaidan si trasformarono in occupazione della piazza da parte soprattutto di giovani, di studenti. Prima che Yanukovich si desse alla fuga, portandosi dietro camion di oro e ricchezze del Paese, per rifugiarsi dal suo amico Putin, piazza dell’Indipendenza. Maidan, divenne la piazza “degli eroi”, del centinaio di dimostranti pacifici uccisi  dai “berkut”, le truppe speciali di polizia che spararono sui manifestanti indifesi.

Maidan è ora la piazza della “centuria celeste” nella storia dell’Ucraina recente, storia proseguita con l’annessione russa della Crimea del marzo del 2014 e la guerra nel Donbass, in cui è schierato l’esercito regolare della Federazione russa.

Perché questo “ripasso” della storia di Maidan? Perché una commissione di esperti ha accertato tramite ulteriori esami balistici la partecipazione di due dei “berkut” accusati della repressione in quella piazza e sulla via “Institutskaya”. Partecipazione filmata in un gran numero di registrazioni, ma rinnegata da alcuni: non erano “veri” berkut. E invece sì, lo erano ed avevano proprio le armi in dotazione a quel corpo speciale. Qualcuno del governo diede loro l’ordine di sparare sulla folla. E il presidente di allora non poteva non saperlo.

Le menzogne successive all’Euromaidan, dall’affermazione della Crimea “da sempre russa”, alla russofobia degli ucraini  sono la prosecuzione di quella storia.  Pensate: anche oggi lo scrittore più letto in Ucraina, Andrey Kurkov, scrive in russo! E anche lui partecipò alle manifestazioni di Maidan.

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2016/07/5/7113797/

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