Monopolizzare l’anti-nazismo

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Anti-nazismo? certo, ma…

La questione ha una sua attualità. L’Unione europea, in risposta ad una risoluzione proposta dalla Russia nello scorso novembre, ha precisato che, pur dovendosi riconoscere a tutti i Paesi che combatterono contro la Germania di Hitler e i suoi alleati, l’immane sforzo condotto durante la guerra, dopo la fine del conflitto alcuni di questi Paesi – il riferimento è all’Urss – rimase come occupante nelle terre liberate, dividendo così l’Europa in due parti, in una delle quali i diritti civili furono sistematicamente negati.

L’Unione europea ha condannato pertanto i ripetuti tentativi della Russia di “sfruttare l’importante obbiettivo della guerra al neo-nazismo nel contesto della perdurante crisi ucraina” schierandosi contro l’eliminazione dei simboli e della memoria del regime sovietico in Ucraina.

L’Unione nota che tali sforzi di Mosca, basati su una interpretazione di parte degli avvenimenti storici, mirano a riportare in vigore quella divisione dell’Europa che fu sancita dal patto Molotov-Ribentrop, chiedendo il rispetto della memoria del passato per bloccare ogni movimento di liberazione nazionale e di difesa dei diritti umani.

La Russia, in definitiva, accusa l’Unione, vuole “monopolizzare” la guerra al nazismo e utilizzarle il suo anti-nazismo non in casa propria – dove proliferano i gruppi dichiaratamente nazisti -, ma fuori casa, in particolare contro l’Ucraina, dipinta come Paese fascista.

Questo spiega l’opposizione dell’Unione alla richiesta russa, presentata precedentemente all’Assemblea dell’Onu in un discorso più ampio di lotta al razzismo, all’antisemitismo, alla negazione dei diritti civili, ecc.

Il contenuto della predica è buono. E’ il predicatore che non è credibile…

Il documento dell’UE sulle relazioni con la Russia è una interessante lettura, fatta di condanne e di aperture. Ve la consigliamo. Al riguardo di quanto sopra, eccone alcuni punti:

Il Parlamento Europeo

“13. è profondamente preoccupato per i contatti e la cooperazione sempre più intensi, tollerati dalla dirigenza russa, tra partiti europei populisti, fascisti e di estrema destra, da un lato, e gruppi nazionalisti russi, dall’altro; riconosce che ciò rappresenta un pericolo per i valori democratici e per lo Stato di diritto nell’UE; invita a tale proposito le istituzioni e gli Stati membri dell’Unione a prendere provvedimenti contro tale minaccia rappresentata dall’emergere di un'”Internazionale nazionalista”;

14.    esprime profonda preoccupazione per il sostegno e i finanziamenti accordati dalla Russia a partiti radicali ed estremisti negli Stati membri dell’UE; ritiene che il recente incontro, a San Pietroburgo, dei partiti di estrema destra sia un insulto alla memoria dei milioni di russi che hanno sacrificato le loro vite per salvare il mondo dal nazismo;

18. Invita il governo della Federazione russa a riconoscere le dimensioni e la gravità del problema della violenza e delle vessazioni nei confronti delle persone LGBTI in Russia e a impegnarsi a prendere provvedimenti per porre fine a tali abusi e ad abrogare le disposizioni della legge n. 135-FZ (la cosiddetta legge contro la “propaganda gay”), del 29 giugno 2013, che vietano la diffusione di informazioni sulle relazioni LGBTI; invita il SEAE, la Commissione e gli Stati membri dell’UE a sollevare il tema dell’omofobia e della violenza nei confronti delle persone e degli attivisti LGBTI negli incontri con i funzionari russi competenti, anche ai massimi livelli; invita il SEAE, la Commissione e gli Stati membri dell’UE, in conformità con gli orientamenti adottati dall’UE nel giugno 2013, a promuovere e proteggere l’esercizio di tutti i diritti umani da parte delle persone LGBTI, a contribuire a combattere qualsiasi forma di violenza anti-LGBTI chiedendo assistenza e indennizzi per le vittime di tale violenza, sostenendo le iniziative della società civile e del governo volte a monitorare i casi di violenza e formando il personale preposto all’applicazione della legge;

19.    in considerazione del fatto che lo sviluppo di una società civile autentica e indipendente rappresenta un arricchimento per la società, esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani, inclusi i diritti di libertà di espressione, associazione e riunione e i diritti delle persone LGBTI, e dello Stato di diritto in Russia e in Crimea dopo la sua annessione illegale; condanna fermamente la continua repressione del dissenso da parte del governo, che colpisce le ONG indipendenti con la cosiddetta “legge sugli agenti stranieri”, e la persistente e multiforme repressione di attivisti, oppositori politici e critici del regime; richiama in particolare l’attenzione sull’assassinio di Anna Politkovskaya, Natalya Estemirova, Boris Nemtsov, Sergey Magnitsky, Alexander Litvinenko e altri; chiede che tutti gli assassinii di attivisti politici, giornalisti e denuncianti siano indagati adeguatamente e in piena indipendenza, che i responsabili siano consegnati alla giustizia in segno di lotta incondizionata contro l’impunità e che si prendano in considerazione misure restrittive mirate qualora le indagini non siano condotte in conformità delle norme internazionali; ribadisce la sua esortazione al Consiglio di mantenere l’impegno che ha assunto di difendere questi principi e di adottare, sulla base di una proposta che dovrebbe essere presentata in tempi brevi dal Vicepresidente/Alto rappresentante, misure restrittive nei confronti dei funzionari coinvolti nel caso Magnitsky, che è ben documentato; sottolinea che l’obbligo della Russia di rispettare i diritti umani e lo Stato di diritto deriva direttamente dal suo status di membro delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa e dell’OSCE”.

http://ru.delfi.lt/news/politics/rossiya-vyzvala-vozmuschenie-es-v-svyazi-s-monopolizaciej-borby-s-nacizmom.d?id=69624048

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A8-2015-0162+0+DOC+XML+V0//IT

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