Nel Centro Est

droga

Tra le notizie degli ultimi giorni:

– Quale logica ci sia nei rapporti della Russia con gli altri Paesi è difficile capirlo. Medvedev va alle isole Kurili, il cui possesso da parte della Russia è ancora oggetto di contesa con il Giappone, e un rappresentante del suo Ministero degli esteri invita il governo giapponese a “fare karakiri” a proposito di quelle isole. Il governo giapponese protesta irritato. Ma va!

Lavrov, il ministro degli Esteri russo, in una conferenza stampa, fuori onda ma a tiro dei microfoni, definisce il ministro dell’Arabia Saudita con il quale stava cercando un accordo perché diminuisse la produzione di petrolio in modo da farne risalire il prezzo sul mercato mondiale, “un cretino insopportabile”. Irritazione dei Paesi Arabi. Ma va!

– Banditi in Russia i detersivi e i cosmetici occidentali. Si scatenano i commenti satirici sui social. Il detersivo in polvere per lavare i piatti sarà sul mercato nero in bustine come la droga?

– Altra satira sulla discesa in batiscafo di Putin e Medvedev nelle acque della Crimea per ammirare dei reperti archeologici. Tema più gettonato: Finalmente Putin, toccando il fondo, ha raggiunto il suo popolo!

–  L’Estonia e la Lituania stanno valutando la necessità di innalzare un muro di difesa lungo il confine con la Russia.

– La Finlandia dichiara di non poter difendere da sola le coste del Mar Baltico da un eventuale attacco russo e fa appello alla Nato.

– In Ucraina si continua a discutere sul massacro dei soldati, in gran parte volontari, caduti a Ilovaisk nell’agosto dello scorso anno. I soldati ucraini furono accerchiati, si trattò per la loro resa e fu concordata la creazione di un corridoio umanitario. Quando i soldati ucraini iniziarono a percorrerlo iniziò la carneficina. L’indagine ancora in corso sta arrivando alla conclusione che a sparare furono i soldati russi, ma  che esiste una responsabilità dei comandi ucraini nell’aver dislocato in una zona sotto attacco non truppe regolari addestrate, ma reparti di volontari inesperti. I morti furono, secondo la Procura, 366, i feriti 429. Su questi dati non c’è certezza, visto che di molti soldati non si conosce ancora la sorte. La difesa di quella località è già costata la vita a circa 1.000 soldati.

– Nota il comandante delle forze ucraine per il Donbass che il Paese è in una situazione nella quale in ogni caso non si potrà parlare di vittoria, visto che gli ucraini si fronteggiano con altri ucraini. Le perdite di vite umane dovranno tener conto dei caduti da entrambe le parti.

– Truppe e mezzi tecnici russi continuano ad essere ammassati nel Donbass, sorvolato, pare, anche da caccia russi.

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http://www.pravda.com.ua/rus/news/2015/08/26/7079054/http://112.ua/ato/vsk-po-ilovaysku-ne-smogla-tochno-ocenit-kolichestvo-pogibshih-v-ilovayskom-kotle-senchenko-254289.html

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