Niente di nuovo o quasi

Notizie? Niente di nuovo. Si continua a combattere attorno ad Avdiivka. Colpita anche una scuola e un giardino d’infanzia. 1 morto e 8 feriti ieri tra i soldati ucraini, oggi 1 morto e 22 feriti. Il bollettino ufficiale ucraino di ieri, 2 marzo, parla di 116 interruzioni della tregua nelle ultime 24 ore.

Anche la notizia che la pacifica e neutrale Svezia ha deciso di ripristinare il servizio militare obbligatorio a causa della situazione creata dalle minacce russe è in qualche modo una ripetizione. Lo hanno già fatto i Paesi Baltici. Ci sta pensando anche la Germania, preoccupata anche del posizionamento di lanciamissili “Iskander”  a Kaliningrad, lanciamissili in grado di colpire la stessa Berlino. Non a caso il cui Ministro degli Esteri tedesco ha affermato esplicitamente che la guerra nel Donbass riguarda non un Paese periferico all’Europa, ma l’Europa stessa.

Che la Russia stia cercando in tutti i modi di influenzare le elezioni e la politica dei Paesi europei pure è notizia nota. Finanzia i partiti anti-Unione, lavora freneticamente a propagandare su siti tipo sputniknews tutte le bufale possibili contro l’Ucraina e l’Europa. Niente di nuovo.

Dentro l’Ucraina invece c’è qualcosa di nuovo, relativamente nel senso che ormai dura da circa un mese. E’ il blocco posto dai radicali di destra al transito delle merci tra i territori del Donbass sotto il controllo dei separatisti e il restante territorio ucraino. Tale blocco è voluto da partiti di minoranza, presenti in Parlamento, i quali sostengono che, commerciando con i separatisti, si finisca col sostenerne finanziariamente la lotta. In particolare la questione riguarda il carbone estratto dalle miniere di quella regione orientale. I risultati sono in realtà ai danni dell’Ucraina, in quanto di quel carbone hanno bisogno le centrali termoelettriche e pure le acciaierie. che ormai, esaurite le scorte, vanno fermandosi. Il Donbass occupato, come contromisura, ha pubblicato un lungo elenco di miniere e fabbriche, quasi tutte legate alla produzione di energia e al settore chimico, “nazionalizzate” dalle loro autoproclamatisi repubbliche, Stati fantoccio in mano russa. Non solo: i minatori del Donbass rimasti senza lavoro in quanto il loro carbone ha perso il mercato ucraino finiscono con l’ingrossare le fila dei separatisti in armi. Quel che si dice “darsi la zappa sui piedi” da soli…

Il blocco e la gravità delle sue conseguenze per l’Ucraina sono invece notizia nuova. Così come, ed è a questo che volevamo arrivare, l’incidente in una miniera della regione di L’viv, quindi dalla parte opposta del territorio, ad occidente, in cui sono morti 8 minatori e una ventina sono rimasti feriti. Pare che i turni di lavoro in quella miniera fossero stati allungati, proprio per sopperire alla mancanza di carbone dovuta al blocco nel Donbass.

Ora il Ministero dell’economia ha aperto un’inchiesta sulle condizioni di tutte le miniere. Ed è cosa necessaria. Anche se quello del minatore è proporzionalmente, in confronto ai bassi salari ucraini, un buon lavoro, le condizioni di molte miniere sono quasi ottocentesche.

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2017/03/3/7137077/

http://ru.delfi.lt/abroad/global/germaniya-obespokoena-razmescheniem-iskanderov-pod-kaliningradom.d?id=73936564

http://podrobnosti.ua/2164165-vzryv-na-shahte-lvova-gornjaki-gotovilis-uvelichit-dobychu.html

http://podrobnosti.ua/2164157-vojna-na-donbasse-kasaetsja-vsej-evropy-mid-germanii.html

http://podrobnosti.ua/2164182-shvetsija-vozobnovit-voinskuju-povinnost-iz-za-agressii-rossii.html

http://ru.delfi.lt/abroad/global/zapadnye-smi-putin-uzhe-v-otkrytuyu-vedet-vojnu-protiv-evropy.d?id=73919076

 

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