Niente di nuovo, quasi

Nella zona di guerra – ma ufficialmente è definita di “operazione anti-terrorismo”, visto che la guerra non è mai stata dichiarata – sono spariti senza lasciare traccia  282 cittadini ucraini, dei quali 6 volontari e 2 giornalisti. Inoltre non si conosce la sorte di circa 120 militari. In tutto, oltre 400 persone.

In compenso il Donbass ha visto crescere la propria popolazione grazie alla presenza di circa 6.000 soldati russi e di circa 40.000 combattenti irregolari russi. I dati sono forniti dal rappresentante dello stato maggiore delle forze armate ucraine, che ha sottolineato come il numero dei militari russi sia in costante aumento e che vi siano molti comandanti di alto grado lì inviati a rotazione.

La situazione sul campo resta grosso modo la stessa, una guerra ‘ibernata’, per la quale comunque quasi ogni giorno si ha uno stillicidio di morti e feriti.

Sempre sui rapporti Russia-Ucraina. Gli Ucraini sono storicamente un popolo di emigranti, non diversamente da noi Italiani. Per sfuggire alla rivoluzione del ’17 se ne andarono nobili e intellettuali; intellettuali, uomini di chiesa, politici, di opposizione e non, gente qualunque, finirono poi condannati o deportati in Siberia o nei territori asiatici; molti, da sempre, quando hanno potuto, se ne sono andati in cerca di lavoro negli Stati Uniti, in Canada, e soprattutto in Russia. Nell’ex-Paese-amico la loro presenza era tradizionale:  stessa lingua, stessa religione, stesse abitudini. Una presenza preferibile a quelle dei lavoratori provenienti dalle ex- Repubbliche sovietiche asiatiche. Questo fino all’annessione della Crimea e alla guerra nel Donbass.

La situazione è talmente mutata, per influenza della propaganda politica del Cremlino, che oggi è pericoloso per gli Ucraini andare a lavorare nella Federazione russa. Lo ha dichiarato Valeriya Luktovskaya, responsabile presso il Parlamento ucraino per i diritti umani, ritenendo necessario che lo Stato avverta chi intende andare in Russia dei rischi che potrebbe correre.

Infine. Yuliya Latynina, giornalista e scrittrice russa, ha deciso di lasciare la Russia dopo un attentato che ha distrutto la sua auto. La giornalista era collega di Anna Politkovskaya alla “Novaya Gazeta”, il giornale che conta  parecchie vittime tra i suoi collaboratori per colpa delle verità scomode che ha raccontato sugli uomini al potere nella Russia di oggi, . La Latynina è autrice di libri che tra fantasia e realtà descrivono in maniera incisiva la politica e il potere in Russia, un Paese, lei ritiene, governato dalla corruzione.

https://112.ua/ato/okolo-6-tysyach-voennyh-rf-i-do-40-tysyach-boevikov-nahodyatsya-na-okkupirovannoy-territorii-donbassa-genshtab-vsu-410363.html

https://112.ua/ato/sredi-propavshih-bez-vesti-na-donbasse-282-grazhdanskih-sbu-410026.html

http://podrobnosti.ua/2198019-ukraintsam-opasno-ehat-na-rabotu-v-rossiju-

ombudsmen.htmlhttps://ru.delfi.lt/abroad/russia/zhurnalistka-latynina-pokinula-rossiyu.d?id=75717713#cxrecs_s

 

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