Non perdonare!

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Dicevamo della richiesta di perdono da parte dell’Ucraina nei confronti della Polonia per la strage di polacchi compiuta in Volinia nel 1944, perdono concesso in nome della ristabilita amicizia tra i due popoli.

A qualcuno però il “fare la pace” non va bene. Radio Polska ha dato notizia che a Przemysl, cittadina del sud della Polonia, a poca distanza dal confine con l’Ucraina, una cerimonia funebre greco-cattolica e ortodossa per i combattenti ucraini morti per l’indipendenza della propria patria negli anni Venti del Novecento, durante la Repubblica Popolare Polacca, è stata disturbata da un gruppo di una ventina di hooligans con le teste rasate. L’attacco è avvenuto mentre la processione si dirigeva verso il cimitero di guerra dove riposano i “Sichovi striltsi”, i “fucilieri della Sich”, galiziani che nel 1918-19 combatterono assieme all’esercito polacco.

Si era ai tempi in cui, quasi alla fine della Prima Guerra mondiale, non essendo stati ben definiti i confini dei Paesi del centro-est, questi si ritrovarono a temere l’espansionismo della Russia rivoluzionaria. Orfani dell’impero austro-ungarico le regioni occidentali dell’Ucraina, che di quell’impero avevano fatto parte, sotto la guida di Petljura si organizzarono militarmente per difendere l’indipendenza dell’Ucraina dai bolscevichi, in un intreccio di alleanze e di avvenimenti storici molto complessi. E si trovarono a combattere assieme ai polacchi di Pilsudski. Dopo la pace di Riga tra la Polonia e la Russia, i soldati ucraini di Petljura furono internati anche a Przemysl, dove morirono per le ferite ed il tifo.

Si tratta di fatti di un secolo fa, che in realtà si presterebbero, come era intenzione degli organizzatori della commemorazione, ad un ricordo comune, ucraino-polacco. Ma i manifestanti anti-commemorazione hanno preso pretesto dal fatto che in quello stesso cimitero furono successivamente sepolti, negli anni 1946-47, anche dei membri dell’UPA, organizzazione nazionalista ucraina di Stepan Bandera,  per tentare di rovinare un momento di incontro in una memoria comune.

Il nazionalismo ucraino del periodo del Secondo conflitto mondiale viene ritirato fuori a proposito e a sproposito, dimenticando che in molti Paesi europei i nazionalisti erano al potere, spesso in funzione aggressiva, non difensiva, e che la storia non ha dato ai popoli  dell’Europa di mezzo molte chances costringendoli a scegliere tra i sovietici e i nazisti.

Noi, se non sbaglio, eravamo fascisti e alleati dei nazisti…

http://www.eurointegration.com.ua/rus/news/2016/06/27/7051308/

 

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