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Una nota di protesta è stata consegnata all’Ambasciatore russo in Lettonia per la violazione dello spazio aereo del Paese baltico, avvenuta alle ore 2 del primo novembre. Non è la prima volta che un aereo russo “sconfina”, bensì la sesta dall’inizio dell’anno. Senza conseguenze effettive questi ripetuti episodi creano una situazione di forte tensione e di preoccupazione nei Paesi che subiscono le provocazioni russe. 

Il presidente dell’Estonia, Kersti Kariulaid, la prima donna presidente di quel Paese, recentemente eletta, ha dichiarato di considerare la Russia un Paese aggressivo, che non rispetta gli accordi di Minsk per l’Ucraina e che non si ferma difronte alla catastrofe umanitaria in Siria. Ma che l’Estonia deve mantenere la calma e non cedere alla paura.

Una preoccupazione che non è compresa a fondo nei Paesi non confinanti con la Russia. Nel congresso mondiale sulla sicurezza tenutosi a Vilnius e al quale hanno preso parte rappresentanti di 20 Paesi, è stato presente anche il giornalista americano del “New York Times” Eric Smith, due volte Premio Pulitzer.

Egli ha dichiarato che solo parlando con dei lituani si è reso conto di quanto grande sia il timore delle popolazioni dei Paesi vicini alla Russia, di quanto forte sia l’apprensione per quanto avviene nell’Ucraina orientale e in Crimea, di come vada diffondendosi un sentimento di patriottismo. E di aver capito come la diversa percezione nei confronti della politica aggressiva di Putin dipende dalla diversa valutazione di essa degli Americani e dei Lituani: per i primi l’Urss è un discorso chiuso, che appartiene esclusivamente al passato, cosicché ritengono che con la Russia odierna si possano avere buoni rapporti; al contrario i Lituani hanno sempre guardato con sospetto alla Russia e continuano a guardare con timore alla Russia di Putin. Gli avvenimenti recenti della campagna elettorale americana stanno però aprendo gli occhi agli Americani convincendoli a cambiare le loro idee in proposito.

La missione di monitoraggio dell’Osce in Ucraina continua a documentare l’arrivo di gruppi armati illegali nel Donbass e di  armi dal territorio russo.

In base alle informazioni del centro per la difesa dei diritti umani “Memorial” il numero dei detenuti per motivi politici in Russia da un’anno a questa parte è raddoppiato.

http://www.eurointegration.com.ua/rus/news/2016/11/1/7056791/

http://ru.delfi.lt/abroad/global/prezident-estonii-schitaet-rossiyu-agressivnym-gosudarstvom.d?id=72728304

http://ru.delfi.lt/news/live/zhurnalist-new-york-times-amerikancy-nachinayut-ponimat-litovcev-v-tom-chto-takoe-rossiya.d?id=72716726

http://112.ua/obshchestvo/pravozashhitniki-zayavili-ob-uvelichenie-chisla-politzaklyuchennyh-v-rossii-v-dva-raza-349071.html

http://podrobnosti.ua/2140612-iz-rossii-na-donbass-pribyla-armija-i-voennaja-tehnika-obse.html

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