Parate

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Bambini, 500 bambini, vestiti nelle uniformi dei vari corpi dell’esercito sovietico, sfilano nella parata per i 70 anni dalla vittoria sul nazismo a Rostov, città russa non lontana dal confine orientale ucraino presso la quale si stanno ammassando uomini e mezzi.

Soldatini solo per una parata. Ma non è proprio così. Sono apparse molte foto di ragazzini, non bambini come questi, ragazzi preadolescenti, in esercitazioni para-militari vere in Russia. I bambini e la guerra sono realtà che dovrebbero restare il più lontano possibile l’una dall’altra. Ma non è così. La storia dell’infanzia è fatta anche di bambini soldato in tutti i regimi autoritari. Meglio prepararli da piccoli perché da grandi diventino carne da macello o macellai, comparse nel gioco dei “signori della guerra”, che sono contenti e si fregano le mani soddisfatti per ogni nuovo conflitto che riescono a suscitare, per ogni fuoco su cui possono soffiare fino a far divampare l’incendio.

E ora, la parata di Donetsk. La notizia è che a dirigerla e a parteciparvi in primo piano sono stati personaggi noti per essere condannati per gravi reati nella Federazione Russa, dal cui territorio sono fuggiti e in cui non dovrebbero poter tornare, a meno che i “meriti” acquisiti nel Donbass non cancellino agli occhi del governo russo il loro passato. Ovviamente questi personaggi non possono nemmeno entrare in Ucraina senza finire sotto processo. Quanto la situazione senza uscita di questi “capi” possa costituire una garanzia per la popolazione civile di Donetsk è facile immaginarlo.

Il resto è quotidianità.

La nave corvetta russa “Tarantul'” naviga vicino al confine della Lettonia. I caccia bombardieri russi sorvolano la Gran Bretagna. La situazione economica della Russia peggiora e il governo si riunisce per cercare misure per fronteggiarla. Povero popolo russo. Ricordate Brecht? “Alla fine della guerra tra i vinti faceva la fame la povera gente, tra i vincitori faceva la fame la povera  gente ugualmente”. Tutto normale.

Per ultimo, il rinvio all’articolo della Zaferova su “La Stampa” per i 60 anni del patto di Varsavia, la divisione ufficiale del mondo in due blocchi, oggetto della nostalgia di Putin.

http://podrobnosti.ua/2034183-v-rostove-na-donu-detej-narjadili-v-formu-i-vydali-oruzhie-foto

http://podrobnosti.ua/2034072-paradom-v-donetske-komandoval-moshennik-beglets-iz-rossii.html

http://www.lastampa.it/2015/05/14/esteri/sessantanni-fa-nasceva-il-patto-di-varsavia-ZJN9I3xsO4d5t6Hiux24PJ/pagina.html

http://podrobnosti.ua/2034435-k-granitsam-latvii-priblizilsja-rossijskij-korvet-tarantul.html

 

 

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