Passo indietro per tutti

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E’ certamente un passo indietro verso la possibilità di un governo sovrannazionale in grado di tutelare la pace tra gli Stati la decisione di questi giorni della Federazione Russa di uscire dal novero dei Paesi sottoscrittori dello Statuto di Roma, lo Statuto del Tribunale internazionale dell’Aja, del quale era entrata a far parte nel 2000.

Ricordiamo che lo Statuto fu ratificato a Roma nel 1998 e che l’Italia, grazie ai radicali, era stato uno dei Paesi che più si erano impegnati per il raggiungimento di tale obbiettivo. Lo Statuto, che finora è stato sottoscritto da 123 Paesi – ora meno 1 – è la legislazione sovranazionale che interviene nel caso di gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra, crimini di guerra, genocidio, crimini contro l’umanità e crimine di aggressione.

La decisione russa, entrata in vigore il 16 novembre, è la risposta immediata alla conclusione, datata 14 novembre, del procuratore del Tribunale internazionale, al quale si era rivolto l’Ucraina dopo l’occupazione della penisola della Crimea. Il Tribunale ha equiparato la situazione in Crimea ad un conflitto armato internazionale tra la Russia e l’Ucraina. In tale documento si dice che “questo conflitto internazionale ha avuto inizio con la presenza di forze armate russe sul territorio ucraino”, che è continuato con “l’occupazione della Crimea e di Sebastopoli”, atti questi che, in base allo Statuto di Roma si configurano come conflitto internazionale.

Il documento, inoltre, si sofferma sulla situazione dei Tatari di Crimea, musulmani, i quali vengono oppressi, le cui case vengono perquisite, la cui libertà di parola è vietata, così come il diritto di riunione e di associazione.

Cnclusione che non è piaciuta all’imputato-Russia che se è andato sbattendo la porta, si fa per dire, in faccia al giudice. Non che questo elimini, ovviamente, la sua responsabilità giuridica per gli avvenimenti di cui si è resa responsabile.

E resta ancora pendente un’altra causa presentata dall’Ucraina nel settembre dello scorso anno allo stesso Tribunale, relativamente alla violazione dei diritti umani e per crimini di guerra commessi nelle autoproclamatesi repubbliche di Lugansk e di Donesk sostenute dalla Russia.

Che succede adesso? Forse in una diversa situazione mondiale la decisione russa avrebbe fatto discutere, acceso dibattiti e prodotto sanzioni almeno morali. Con i tempi che corrono e l’alleanza possibile tra lo zar erede del mondo comunista e il tycoon rappresentante del capitalismo d’assalto, quasi nessuno ci bada nemmeno… Brutti tempi…

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2016/11/16/7126987/

 

 

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2016/11/15/7126855/

 

http://podrobnosti.ua/2144443-mid-prokommentiroval-vyhod-rossii-iz-rimskogo-statuta.html

 

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