Per Chernobyl

 

 

Questa pioggia è come una doccia. Così dolce è il giorno.

Fioriscono i giardini. Nelle betulle vibra la linfa.

E’ un’opera di usignoli, La Scala!

Chornobyl. Zona. Secolo ventunesimo.

 

I lillà invadono i cortili,

irrompono rovesciando i cancelli tutti.

Il luccio s’avvicina grosso come un sottomarino

e le oche selvatiche tornano ogni primavera.

 

Però i piccoli aceri sbucano in mezzo ai portici.

C’era una volta il popolo sul Pry’jat’ ed è sparito.

Nel Bosco Rosso sono cresciuti funghi velenosi.

E a raccoglierli qui viene solo la Morte.

 

Lina Kostenko

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