“Per favore, lasciateci in pace!”

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Questa la dichiarazione di uno dei partecipanti alla manifestazione di Russi contro la guerra svoltasi a Kiev dinanzi all’ambasciata della Federazione Russa:

“Noi vogliamo presentare una petizione a Putin, affinché la smetta di angosciare l’Ucraina.

Ci sono bastate Odessa, Lugansk, Donetsk. Ci è bastato quello che è accaduto.

Vogliamo trascorrere in pace il 9 maggio e ringraziare i nostri veterani, vogliamo andare per le strade delle città tranquillamente e non vogliamo che ci sia nessuna provocazione.

Per favore, lasciate in pace il nostro Paese”.

fonte : http://112.ua/obshchestvo/v-kieve-u-posolstva-rf-etnicheskie-rossiyane-proveli-antivoennuyu-akciyu-59093.html

Commento: Il 9 maggio, il Giorno della Vittoria, è un giorno eccezionale in Ucraina, così in tutti i Paesi ex Urss. Ancora adesso i bambini e i giovani offrono fiori ai veterani che passeggiano con le giacche pesanti di medaglie, ancora adesso non solo gli anziani hanno le lacrime agli occhi quando ne parlano. Per loro, per l’ex Urss, quella non è la II guerra mondiale, è la loro “grande guerra patriottica”.

Per l’Ucraina è come se quella guerra fosse finita da meno tempo che da noi. Per noi è il passato remoto, per loro è l’altro ieri. E non a caso. Noi festeggiamo la Vittoria e gli Alleati che ci hanno aiutato a liberarci dal nazi-fascismo. Loro si sono liberati da soli  dai nazisti (di noi Italiani  c’è voluto poco, visto come è andata la nostra “campagna di Russia”, che in realtà è stata in gran parte “campagna di Ucraina”). L’Ucraina è stata occupata per più di due anni dai nazisti, una occupazione pesantissima. La guerra è costata un numero di morti incredibile all’Unione sovietica, ben 23-25 milioni tra militari e civili (quasi la metà del totale mondiale delle vittime, secondo alcuni 55 milioni);  di questi almeno 8 milioni erano Ucraini. Lo sforzo collettivo che fu necessario per vincere Hitler fu titanico e riguardò non solo l’esercito, ma pure la popolazione civile, che, ad esempio,  continuò a produrre spostando le grandi fabbriche strategiche oltre gli Urali, smontandole pezzo per pezzo e ricostruendole pezzo per pezzo a migliaia di km. di distanza, in Siberia, addirittura in Kazakhstan.

Una vittoria complicata, come sono complicate le storie dei Paesi multietnici e con confini che si sono spostati più e più volte nei secoli.

Prese tra Hither e Stalin, quelle che oggi sono le regioni occidentali dell’Ucraina, abitate anche da Polacchi e da Ebrei, scelsero dapprima di stare dalla parte di Hitler – e quindi anche con noi…-, compiendo le atrocità che fanno tutti gli eserciti di questo mondo. Poi vinse Stalin. E fu lui a continuare con le atrocità.

Che la Russia rivanghi questa storia – il passato europeo è pieno di storie analoghe – serve a destabilizzare l’Ucraina. E serve alle mire espansionistiche di Putin, che ha dichiarato di voler ricostituire l’Urss e di trovar giusto “riprendersi” tutte le terre confinanti con la Russia nelle quali sono presenti dei Russi, dai Paesi Baltici al Mar Nero.  Appunto.

 

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