Pericolo collaterale

incendio

Un paio di mesi fa, quasi in coincidenza con l’anniversario dell‘incidente del 1986,  l’incendio era stato più ampio e c’erano voluti più giorni per domarlo. Questa volta ha riguardato solo 130 ettari di bosco nella zona vietata attorno alla centrale nucleare di Chernobyl. La situazione, pare, è ora sotto controllo. Ma il problema resta. Un sito come quello può essere all’origine di una catastrofe ecologica di dimensioni enormi.

Solo da qualche giorno si presta attenzione ad un altro sito, quello di un deposito di scorie nucleari fabbricato ai tempi dell’Unione Sovietica. Si trova esattamente sulla linea del fuoco,  è metà nella zona controllata dall’esercito ucraino, metà nella zona dei filorussi. I colpi di mortaio, i missili gli cadono quasi addosso. Hanno colpito una fabbrica chimica poco distante. E se cadessero sul deposito?

Magari ci vorrebbe una legge internazionale a vietare le azioni di guerra in territori con centrali nucleari o con depositi nucleari. La loro esplosione sarebbe considerato un danno collaterale? Per chi? Per gli abitanti più vicini o per il nostro pianeta, al momento l’unico che abbiamo?

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