Predica bene e …

gig

Nell’attacco finale alle postazioni degli ucraini a Debalzevo, ad assalire il reparto municipale della polizia è stato un gruppo di ceceni al grido di “Allah akbar! Allah è grande!”.

Truppe cecene sono presenti da tempo tra i filo-russi, non è questo ormai ad essere rilevante. Lo è l’invocazione ad Allah, che inserisce  in questa guerra un elemento religioso, al momento marginale. Marginale e confuso: i ceceni filo-russi sono musulmani come i tatari filo-ucraini. Evidentemente  l’appello alla solidarietà musulmana lanciato dai tatari di Crimea quando la loro terra è stata “presa” dai russi non ha avuto seguito.

Bene. Non c’è bisogno di altre guerre di religione. Ma, se mai un pericolo in tal senso fosse reale, a doverlo temere sarebbe la Russia, non l’Ucraina, la Russia, in cui la religione musulmana costituisce la seconda per numero di fedeli – nella stessa Mosca vi sono 2 milioni di musulmani residenti -. E la religione è uno dei fattori che giocano ora, e giocheranno sempre di più in futuro, un ruolo importante nella crescita delle tensioni inter-etniche nella Federazione Russa.

Putin sposta l’attenzione sull’esterno del paese, inventandosi nemici del popolo russo in Ucraina, ma anche nei Paesi Baltici, in tutti i Paesi confinanti, nell’UE e, ovviamente, negli Stati Uniti. Tutti sono contro la Russia e la Russia deve essere unita al suo interno per far fronte a questa minaccia mondiale.

E’ una strategia tradizionale, niente di nuovo. Il punto è che non è detto che funzioni, nonostante la propaganda imperante che condiziona la gente comune. Perché la gente comune paga cara la crisi economica, e perché la Russia è oggettivamente un calderone in cui si mescolano etnie e religioni diverse. Un calderone che può esplodere, che esploderà, prima o poi. Forse se Putin, invece che essere preda della nostalgia per il passato, si applicasse a risolvere le tensioni interne il futuro potrebbe essere meno scuro e minaccioso per il suo enorme “impero”.

Perché Putin non procede all’interno della Federazione russa (ovvero di un territorio grande più di 3 volte l’intera Europa,  escludendo la Russia europea)  sulla strada di quelle concessioni di autonomia sempre maggiore che esige a gran voce dall’Ucraina (dall’Ucraina che equivale al 4% del territorio russo) nei confronti del Donbass?

Ma, si sa, spesso chi “predica bene, razzola male“.

http://podrobnosti.ua/2016966-gorotdel-militsii-debaltsevo-shturmovali-chechentsy-s-krikami-allah-akbar.html

http://temi.repubblica.it/limes/grado-di-tensione-interetnica-nella-federazione-russa/67665

 

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *