Protesta “inesistente”

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La sorte dell’Ucraina, e non solo la sua, ma pure, come è evidente in questi giorni, quella dell’Europa e del mondo, dipendono da quello che avviene in Russia.

Lo zar Putin può decidere di entrare in guerra e immediatamente realizza la decisione. Può farlo perché la Russia non è una democrazia. Il consenso di cui gode è altissimo, frutto di una manipolazione dell’informazione di stampo sovietico, portata all’esasperazione grazie alla maggiore potenza e diffusione degli attuali mass-media rispetto a quelli dei tempi del regime.

E’ per questo che, augurandoci che anche il popolo russo, che ha incredibilmente sofferto  nella sua storia, possa prima o poi vivere in una vera democrazia, riportiamo la notizia, assolutamente “inesistente” in Russia dello sciopero dei camionisti russi che sta paralizzando alcune repubbliche della Federazione. I camionisti che viaggiano su lunghe, lunghissime distanze, sono ora soggetti ad una tassa, ad un pedaggio, che, per malfunzionamento del sistema, spesso è del tutto arbitraria.

Così i camionisti, che certamente pure rientrano tra i sostenitori di Putin, per protesta stanno bloccando la Federazione: dagli Urali, al Caucaso, dal Dagestan, paese a maggioranza musulmana, la protesta arriva a San Pietroburgo e a Mosca. Con quali risultati, in un Paese in cui le merci devono viaggiare su distanze per noi assolutamente inconcepibili, staremo a vedere.

Intanto tutte le notizie su di esso sono censurate, i giornali e le televisioni non ne parlano. E persino in internet vengono bloccate tutti gli utenti che ne fanno parola direttamente o indirettamente, anche attraverso disegnini in cui sono rappresentati dei camion. Non solo: la colpa dell’introduzione del pedaggio viene attribuita direttamente ad Obama

Leggete l’articolo di Anna Zafesova su “La Stampa”

http://www.lastampa.it/2015/11/25/esteri/in-russia-lo-sciopero-dei-camion-corre-anche-sui-social-ma-chi-protesta-viene-bannato-62eaooFcOB4CIwno0LNxNO/pagina.html

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