Secondo copione

baltici

Seguendo il copione previsto, è ora la volta dei Paesi Baltici.

Il Ministero degli Esteri della Federazione russa si è rivolto alla comunità internazionale con la richiesta di difendere i diritti della popolazione di lingua russa in Lettonia e in Estonia, messi in discussione dal fatto che i russofoni non possono rivolgersi alle amministrazioni pubbliche in russo e che le indicazioni topografiche non sono in russo.

Essendo il 50% della popolazione delle maggiori città dei due Paesi Baltici di lingua russa, ha affermato Konstantin Dolgov, rappresentante del Ministero,  si tratta di una inaccettabile “violazione dei diritti umani nel cuore della civile Europa!”.

E’ la stessa accusa, immediatamente etichettata come propaganda dai Governi lettone ed estone, con cui la Russia si era preparata all’annessione della Crimea.
Ad aumentare le preoccupazioni dei Paesi del Baltico questo fatto che può essere visto come una provocazione e che rende tese le relazioni internazionali.
Una guardia di frontiera estone il 5 settembre, sotto la minaccia delle armi, è stata prelevata dal territorio del suo Paese, mentre svolgeva il suo lavoro, e portato in Russia. Qui è stato accusato di essere entrato allo scopo di raccogliere informazioni ed è stato accusato di spionaggio, accusa per la quale rischia 20 anni di carcere. Le autorità di Tallin hanno esposto le loro rimostranze all’ambasciatore russo e definito l’avvenimento assai preoccupante.

Il caso è analogo a quello di un pilota ucraino, una donna, prelevata dal territorio ucraino e trattenuta in Russia con l’accusa di aver partecipato all’omicidio di giornalisti russi in Ucraina.

http://www.eurointegration.com.ua/rus/news/2014/09/15/7026017/

http://112.ua/obshchestvo/v-rossii-zaderzhali-grazhdanina-estonii-po-obvineniyu-v-shpionazhe-111820.html

 

 

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