La Siberia si muove

Si è mossa di nuovo l’opposizione contro Putin alla vigilia del suo insediamento per il quarto mandato. Aleksey Navalniy è stato fermato per l’ennesima volta e con lui decine di manifestanti in oltre 90 città russe.

Da notare che si è mossa la Siberia, pare, per prima.

C’è un’abbinata molto interessante in Siberia, quella enorme regione che copre il 75% della superficie della Russia, con solo 13 milioni di kmq. 3 abitanti per kmq. , in gran parte  russi, ma anche ucraini. Regione che è lo scrigno di tutte le materie prime russe – minerali, idrocarburi, ecc. -.

L’abbinata è  tra le enormi ricchezze di gas e di petrolio russi e l‘anti-putinismo di una parte, minoritaria per ora, della popolazione. Chi si è trasferito in Siberia lo ha fatto spinto anche dalle paghe più alte e dagli incentivi statali, perché lì c’è lavoro per tutti. Ma in Siberia ci sono anche i discendenti di coloro che i regimi zarista, sovietico e post-sovietico hanno deportato  per reati comuni e soprattutto politici. E non si tratta di poche centinaia di migliaia di persone.

E’ difficile prevedere che nella disintegrazione della Federazione russa – è solo questione di tempo perché essa avvenga – la Siberia giocherà un ruolo non marginale?

http://www.lastampa.it/2018/05/05/esteri/proteste-antiputin-in-russia-fermi-in-molte-citt-c0xWDDu7fMk7VsU7yIs5fI/pagina.html

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