Quanta fretta!

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Quanta fretta! Se Boris Nemtsov era “uno qualunque”, come dichiarò Putin dopo l’assassinio del suo oppositore politico, perché far sparire così velocemente e nascostamente, alle 2 di notte, i fiori, le candele, le foto, portate dai Moscoviti sul luogo della sua morte a distanza di un mese da quella notte del 28 febbraio, lì sul ponte a poca distanza dal Cremlino? Guardate il video: http://podrobnosti.ua/2024987-rossijane-snova-nesut-tsvety-k-mestu-gibeli-nemtsova-foto-video.html

Forse il perché è nella natura stessa dello Stato in Russia, una “democratura”, come viene detta, una mezza via tra democrazia e dittatura. Nemtsov era un oppositore, come lo era stato la Politkovskaia. Il sistema russo non accetta oppositori. Vale la pena in proposito di leggere l’articolo di Lucio Caracciolo, apparso su “Limes” http://www.limesonline.com/rubrica/democratura-il-cuore-antico-del-regime-di-putin

D’altronde, non ci sarà più, tra breve, nemmeno una parvenza di pluralismo non solo nell’interpretare il presente, ma nemmeno nello studiare il passato. Per il prossimo anno scolastico, infatti, tutti gli studenti russi studieranno la storia su un testo unico, i cui principi sono stati indicati da Putin stesso. Non si parlerà più male di Stalin, che fece grande l’Unione Sovietica, che vinse la II guerra mondiale, e non importa se si lasceranno in ombra tutti i suoi crimini, dall’holodomor al Gulag. Né si parlerà male  di Gengis Khan, che conquistò le terre russe dando inizio alla lunga dominazione tataro-mongola, in forza della nuova alleanza con la Cina.

Ovviamente, nessun  anatema sul “culto della personalità”, ora di moda.

http://www.lastampa.it/2015/03/20/cultura/scuola/e20/cronaca/grande-guerra/la-storia-riscritta-da-putin-riabilita-stalin-e-gengis-khan-LkrSysvVRTbIvs0W1zsdqK/pagina.html  

 

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