Svetlana Aleksievich: da una intervista

Aleksievich

E’ una scrittrice bielorussa conosciuta anche in Italia per il suo libro “Preghiera per Chernobyl”, raccolta di ricordi, commenti, conversazioni con chi Chernobyl lo visse di persona, contadini, medici, casalinghe, insegnanti, scienziati, persone sconvolte dal significato di quella tragedia non solo nella loro vita ma pure nelle loro convinzioni fondamentali, nella loro fede nel sistema sovietico. Un libro bellissimo, la cui lettura è un pugno nello stomaco.

In una intervista a “Radio Polska” parla delle Russia e di Putin. Dice: – Putin è un uomo mediocre che si ritiene il salvatore della patria in un paese che avrebbe davvero bisogno di un salvatore. Più volte ho ripetuto che Putin è uscito di senno, che sono tempi bui. E’ come quando la Germania si sentì umiliata, annullata. Così i Russi fino a ieri si sentivano un impero e ora sono umiliati. E questa sensazione il potere l’ha indirizzata in odio. Putin riesce a parlare la lingua del popolo, così come fa Lukashenko in Bielorussia. Ed  è terribile quando non puoi ragionare con la gente, quando la gente ti guarda come se venissi da un altro pianeta. Così gli intellettuali si trovano in conflitto non con il potere, ma con il proprio popolo a causa della propaganda interna e all’estero. Da quando sono stata a Kiev, ritengo i telegiornalisti russi dei delinquenti. Per la menzogna così aperta, per la sudditanza così smaccata. E i Russi ci credono! Ma prima non c’era questo atteggiamento contro la Ucraina, è stato costruito. C’è un sostegno totale a Putin è vero. Ma la gente è ingannata. Si dà loro quello che dava l’idea comunista, qualcosa di grande.

Penso che la cultura russa sia incline al servilismo verso il potere. Oggi assistiamo alla piena resurrezione di Stalin. Ci sono già 5 musei per lui in Russia. E ora vogliono fare un monumento a Dzerzhinski, il fondatore della Ceka, la polizia segreta sovietica, alla Lubianka. Questo ha una profonda radice storica. La mancanza di esperienza della libertà. Gli uomini non la conoscono, non sanno cos’è. Ho scritto un libricino in cui racconto la storia di quando ero a Smolensk, in un villaggio, alle 10 del mattino. Gli uomini sono seduti e parlano della libertà. “Quale libertà? Di che parli? La vodka, puoi scegliere quella che vuoi: Putinka, Gorbachovka… Ci sono le banane, il salame. E’ la libertà”.

Parla dell’Ucraina e del retaggio della storia, di sua nonna che aveva vissuto l’holodomor, la grande carestia, avvenimento che aveva creato una frattura con i Russi, il che spiega, a suo avviso, come mai non vi furono tanti partigiani in Ucraina. Semplicemente la gente non amava i soldati russi, così come non amava quelli tedeschi.
Racconta dell’impressione positiva che le ha fatto di recente la gente di Kiev. – Da tempo non vedevo occhi così accesi – dice -. Da noi in Bielorusia e in Russia dopo gli anni 90 è rimasto solo il cinismo. Gli Ucraini sono decisi, e non hanno odio verso i Russi, mentre ce l’hanno i Russi contro di loro. La conclusione della guerra attuale dipenderà dall’Occidente. Se questo sosterrà l’Ucraina, se l’Ucraina si rimetterà in piedi, tutto ciò finirà. Se l’Occidente farà altri giochi, come spesso è successo nella storia, come nella guerra civile dopo la rivoluzione, come con Hitler, allora l’Ucraina perderà e la Russia continuerà la guerra.

E parla della Bielorussia: – Io mi sento bielorussa, ma sono stata educata nella cultura russa. I libri che ho scritto non sarebbero stati possibili nella cornice della cultura bielorussa. Gli ucraini adesso, diversamente dai bielorussi, hanno raggiunto una auto-identificazione. A Maidan ci sono le foto degli eroi della “Centina celeste”, i caduti di Maidan, e tutti i tipi di persone, semplici, ricchi, tutti sono orgogliosi ora di essere ucraini. Persino io mi sono sentita orgogliosa della mia parte di sangue ucraino. Per il mio paese, per la Bielorussia prevedo che ora inizi la tragedia. Il Cremlino non sostiene più come prima Lukashenko e tra un po’ anche da noi si affermerà l’idea nazionale. Finora mai Lukashenko aveva detto che dobbiamo parlare in bielorusso, ora inizia a dirlo. E comincia a dirlo anche il Ministro della cultura. Secondo me si sentono in pericolo. Vedono come Putin gioca sporco.”

http://podrobnosti.ua/2042352-svetlana-aleksievich-sejchas-polnoe-vozrozhdenie-stalina.html

http://podrobnosti.ua/2040614-v-moskve-protestujut-protiv-vosstanovlenija-pamjatniku-dzerzhinskomu.html

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