“Terrorista” a chi? A Medjlis o ai separatisti del Donbass?

terrorista

Il tribunale supremo russo ha decretato la cessazione totale dell’attività di Medjlis, l’organizzazione dei Tatari di Crimea, dichiarata “organizzazione terroristica”. Medjlis, quando la Crimea era ucraina, svolgeva un ruolo ufficiale di rappresentanza del popolo tataro. Il presidente ucraino ha dichiarato che quella russa nei confronti dei Tatari non è altro che la prosecuzione della politica di Stalin.

Superfluo osservare ancora una volta come sia una “democrazia” a senso unico quella della Russia, che dichiara di difendere – e lo fa con il proprio esercito – la minoranza russa nel Donbass, mentre opprime la minoranza tatara nel suo territorio.

I separatisti continuano a considerare un bersaglio i rappresentanti dell’Osce inviati a controllare sul campo la situazione del “cessate il fuoco” nel Donbass. Nella sola giornata del 29 settembre la tregua è stata violata per 11 volte con colpi di artiglieria sparati dai separatisti e dai russi.

I separatisti del Donbass sono stati inclusi nella statistica delle organizzazioni terroristiche più violente del mondo: l’autoproclamatasi Repubblica del Donetsk è al terzo posto, subito prima dei talebani afgani, quella di Lugansk al sesto, subito prima di Boho Aram. La pericolosità è misurata sul numero di attacchi compiuti nel 2015.

La commissione internazionale che indaga sull’abbattimento dell’aereo di linea della Malaysian Airlines è giunta alla conclusione che il missile che colpì l’aereo con 298 persone a bordo era stato lanciato da un sistema “Buk” russo che si trovava nella zona del Donbass controllata dai separatisti, quasi certamente per ordine e per mano di militari russi, vista la complessità di utilizzo del sofisticato sistema “Buk”. Le prove raccolte, ha dichiarato la commissione, sono talmente numerose da rendere impossibile il dubitare della conclusione raggiunta. Ma Mosca ha dichiarato che crederà solo alle conclusioni che coincidano con le proprie…

Aggiungiamo una ricorrenza. Si è celebrato il 29 settembre il 75esimo anniversario dello sterminio degli ebrei di Kiev e dintorni perpetrato a Babiy Yar dai nazisti. Circa 35.000 ebrei nel giro di due giorni furono prelevati dalla città e dal suo circondario, portati nella località poco lontana, dove c’è una gola, un avvallamento del terreno, e fucilati o gettati ancora vivi nell’enorme fossa comune. Successivamente altre vittime si andarono ad aggiungere alle prime: ancora ebrei, oppositori politici, nazionalisti, rom. La cifra finale dei morti di Babiy Yar è di circa 100.000 persone. Si era recato in Ucraina per partecipare alla cerimonia dell’anniversario il presidente israeliano Rivlin, che ha dovuto però fare ritorno in Israele per la morte di Shimon Peres.

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2016/09/29/7122189/

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2016/09/29/7122188/

https://www.statista.com/chart/5918/violent-non-state-actors/

http://www.eurointegration.com.ua/rus/news/2016/09/28/7055094/

http://www.pravda.com.ua/rus/news/2016/09/28/7121981/

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *