Dell’uccisione di un giornalista

Sheremet

L’uccisione di un giornalista è più che un delitto contro una persona, è anche un attentato alla libertà di pensiero e di parola.

Oggi, 20 luglio, nel centro di Kiev l’esplosione di una autovettura ha ucciso Pavel Sheremet del giornale on-line Ukrainskaya pravda. Nome noto della televisione russa alla metà degli anni Novanta, successivamente, dal 2000, lavorò per il primo canale nazionale russo realizzando documentari e inchieste. Fu grande amico di Boris Nemtsov, freddato a colpi di arma da fuoco a Mosca, a poca distanza dal Cremlino, e fu proprio lui a condurne la cerimonia funebre di saluto.

Bielorusso, criticò aspramente Lukashenko, in un libro dal titolo “Presidente per caso. L’ultimo dittatore d’Europa“, libro a causa del quale fu condannato e passò alcuni mesi in prigione. Sulla situazione dell’Ucraina diceva che questo è il momento in cui il Paese è ad un bivio, in cui si affrontano gli  ideali e i furbi.

Nell’assassinio dell’amico Nemtsov, aveva dichiarato, c’era la mano dei servizi di Stato russi. Nel suo assassinio?

http://www.pravda.com.ua/rus/articles/2016/07/20/7115406/

http://www.pravda.com.ua/columns/2015/03/2/7060277/

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