Uranio russo, kazako e ucraino

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Due brevi notizie di diverso genere che hanno in comune il riferimento a sostanze radioattive.

La prima riguarda la dichiarazione fatta dal leader dei tatari di Crimea in esilio, candidato al Premio Sakharov, Mustafà Gemilev, rappresentante speciale del presidente Poroshenko per le questioni del suo popolo. Gemilev ha detto che nel deposito di Kiziltash, località montuosa crimeana, ricoperta di boschi, lì dove in epoca sovietica c’era un deposito nucleare, l’esercito russo ha trasportato 6 testate nucleari. La notizia sarebbe sfuggita ad un rappresentante del ministero degli Interni russi dopo una abbondante bevuta, ma vi sono numerosi testimoni che hanno visto con i propri occhi i lunghi automezzi con la scritta “Pericolo radioattività”. La notizia dà sostegno a quanti sostengono che la Russia sta conducendo preparativi per una guerra anche nucleare.

Kazakhstan e Ucraina hanno siglato un accordo di collaborazione in campo energetico per la produzione di ossido di uranio.  Il Kazakhstan è al primo posto per depositi di uranio nel mondo, l’Ucraina è al primo posto per depositi in Europa, siti nella regione di Kirovohrad, nella parte centro – meridionale del Paese. Si tratta di un minerale raro essenziale per la produzione dell’energia nucleare. Una risorsa energetica che i due paesi intendono sfruttare.

Va però tenuto presente che, oltre ad essere accomunati dal fatto che nel Paese centro-asiatico in epoca sovietica furono deportati tanti ucraini da divenirne la terza nazionalità per consistenza numerica, entrambi hanno un problema in comune.  In Ucraina è Chernobyl, la centrale atomica nella quale nel 1986, trenta anni fa, avvenne l’incidente nucleare più grave al mondo, le cui conseguenze ambientali e di sicurezza costituiscono un  problema non risolto e non risolvibile. In Kazakhstan è il lago Chagan, un lago “atomico” dalla capacità di 100.000 m³, che occupa il cratere creato da un test nucleare sovietico condotto nel 1965, nel poligono che detiene il non invidiabile primato di essere il luogo nel quale furono compiuti il maggior numero di test nucleari al mondo, 456 nell’arco di 40 anni dal 1949 al 1989, in gran parte esperimenti segreti, che danneggiarono la salute di almeno 200.000 persone.

La contaminazione dell’ambiente era considerato nell’Unione sovietica una conseguenza “accettabile”. Dei dieci luoghi più radioattivi al mondo la metà si trovano nell’ex-Unione Sovietica, nella repubbliche asiatiche e in Siberia, dove si trova il lago Karachay, usato come deposito di scorie radioattive, presso le cui rive in alcuni punti anche la sosta di una sola ora può uccidere un uomo.

Che l’accordo economicamente sia importante è indubbio. Che lo sia anche il problema della sicurezza dell’ambiente e della vita delle popolazioni pure. Che vengano tenuti presenti in contemporanea è una assoluta necessità. 

 

 

http://podrobnosti.ua/2131651-v-krymu-mozhet-nahoditsja-shest-jadernyh-boegolovok-dzhemilev.html

http://podrobnosti.ua/2131643-ukraina-i-kazahstan-budut-vmeste-dobyvat-uran.html

http://www.peacelink.it/ecologia/a/34834.html

 

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